Ideare casa

Un’emeroteca di luci e colori

A Gorizia, città di congiunzione tra il mondo italiano e quello sloveno, anche la nuova emeroteca “Ugo Casiraghi”, realizzata all’interno di una struttura preesistente più volte rimaneggiata, è un luogo luminoso e colorato che farà da legame tra due culture oramai non più separate da frontiere.

Etimologicamente emeroteca vuol dire custodia del giorno. E forse è proprio per questo suo significato che ci si aspetta un luogo solare, un luogo legato anche alla luce del sole. Colorata, luminosa e ariosa è infatti la nuova emeroteca “Ugo Casiraghi” di Gorizia progettata dallo studio triestino Waltritsch a+u. Un salotto cittadino caratterizzato da arredi fissi lineari ed essenziali, appositamente pensati e progettati. Il nuovo impianto goriziano ha un’organizzazione planimetrica semplice e razionale. È parte integrante di un più ampio comparto edilizio, noto come il Palazzo del Cinema e frutto di addizioni volumetriche realizzate in epoche diverse tra loro.

Negli anni ’90, sfruttando la presenza di una sala cinematografica preesistente, fu realizzato un multisala al primo piano. Tutta l’organizzazione del complesso venne completamente rivista e si aggiunse una nuova costruzione avente una facciata intonacata completamente cieca che, a suo tempo, provocò qualche disappunto. «Il nostro intervento si realizza nel nuovo secolo – ci spiega l’architetto Dimitri Waltritsch – proprio mentre si faceva strada l’ipotesi di istituire una mediateca provinciale, legata al resto della Casa del Cinema».

Tutto il complesso ha, infatti, una vocazione strettamente legata al mondo cinematografico. La struttura oltre al multisala Kinemax, il laboratorio e le aule del Dams Cinema dell’Università di Udine ospita anche l’associazione Kinoatelje che si occupa di cinema sloveno. La Mediateca dunque diverrà un polo culturale di riferimento per il settore dell’audiovisivo, non solo per tutto il goriziano, ma anche per il territorio sloveno. Posta al pianoterra dello stabile, l’emeroteca si affaccia sull’asse – galleria Giorgio Bombi -, attualmente chiuso, che collega la città con la Slovenia e che perfora la lussureggiante collina su cui si trova il castello della città. L’intero contesto ha alle spalle le scoscese pendici della collina e lo stretto rapporto che si crea tra l’intero edificio e la collina stessa è mediato da un’arena estiva che vi si raccorda, ai piedi delle pendici, con dolci e geometrici terrazzamenti.

Il progetto dell’emeroteca presenta una tripartita distribuzione: la sala principale che si affaccia verso la strada pubblica, la parte centrale che ospita la sala consultazione video, e quella terminale, verso le aule dell’Università, che è uno spazio dedicato allo studio e pertanto pensato per essere facilmente riorganizzabile ed essere in grado di adeguarsi a diverse prestazioni. Proprio per questo si connota di una serie di tavoli studio e di un proprio banco accoglienza diverso da quello principale che, collocato in posizione baricentrica, è visivamente connesso a entrambi gli ingressi: il primo collega l’emeroteca direttamente con l’esterno e il secondo si affaccia sulla Corte Bratina, spazio di collegamento con le aule del Dams. La stanza studio situata lungo i lati ciechi del perimetro presenta scaffalature continue a tutta altezza. Nelle stanze dedicate al pubblico, sia la scaffalatura di dimensioni intermedie sia il sistema di illuminazione sono caratterizzati da una forte nota cromatica che definisce l’identità e l’uso di ciascuno spazio.

La scaffalatura colorata che continua anche lungo le facciate di vetro crea l’opportunità di esporre verso l’esterno le nuove acquisizioni o piccole installazioni, in maniera non dissimile dalle librerie o altre attività commerciali. Nei locali dell’emeroteca, al piano terra, la maglia strutturale, eredità di precedenti modifiche, non ha subito alcuna variazione. «Una delle contraddizioni che questo Paese vive – continua Waltritsch – è la necessità di dover coniugare la dimensione contemporanea all’interno di coordinate segnate da epoche passate. Noi crediamo che l’unico modo, per poter ottenere oggi un risultato positivo, nella nostra professione, sia proprio quello di trasformare le limitazioni ereditate in opportunità». Infatti per potersi adattare a questa maglia strutturale, alquanto anomala, sono state create apposite soluzioni d’arredo che hanno la peculiarità di definire maggiormente lo spazio. Poiché la lettura delle riviste in emeroteca solitamente non richiede un’attenta concentrazione, il tavolo a forma di stella è un’invenzione tipologica che favorisce il dialogo, quantomeno visivo, tra gli utenti, e integra in maniera discreta due delle colonne centrali.

Nella sala lettura che si affaccia sulla corte Bombi, la terza colonna centrale funge da perno per il banco reception, altra forma disegnata ad hoc e che al tradizionale banco prestiti aggiunge due bracci pensati per distribuire agli utenti alcune informazioni senza necessariamente interagire con l’addetto. In questo modo la presenza inopportuna di una colonna è stata felicemente integrata all’interno di un sistema funzionale. I pilastri lungo la facciata non presentano alcuna coerenza apparente con il sistema strutturale interno e con le proporzioni della facciata stessa che è divisa nettamente in due parti: la parte superiore, corrispondente alla preesistente sala cinematografica e completamente cieca, e quella inferiore, corrispondente alla mediateca, dotata di un’ampia vetrata.

La parte superiore, composta da una serie di pannelli di vetro serigrafato a tinta unica, dal passo regolare e rigoroso, si relaziona con l’intorno costruito e con la vegetazione attraverso l’interpretazione proposta dalla nuance giallognola, appositamente scelta per riproporre la tipica colorazione degli edifici goriziani. La caratteristica riflettente del vetro, smorzata dal colore, instaura un legame con il verde e con il continuo cambiamento delle condizioni atmosferiche. Questo nuovo dispositivo architettonico-estetico contemporaneo, dall’esiguo sistema di fissaggio che non disturba assolutamente la riflessione sul vetro, dilatando l’immagine di ciò che gravita intorno all’edificio, propone una variazione di quei contenuti e riflessioni strettamente legate all’evolversi della vita quotidiana e delle diverse stratificazioni storiche. Il risultato è particolarmente efficace al mattino e nel tardo pomeriggio, quando le immagini del contesto invadono, letteralmente, la superficie vetrata provocando un piacevole spaesamento.

La porzione sottostante di facciata, appartenente all’emeroteca, è scandita e definita dalle ampie aperture vetrate che, mascherate dagli essenziali e protettivi brise soleil, si raccordano cromaticamente con i pannelli di vetro serigrafato della cineteca del piano superiore. All’interno le scaffalature perimetrali sono realizzate in laminato con prevalenza di tonalità marrone, mentre una scaffalatura intermedia, caratterizzata da una dominante nota cromatica lucida, definisce l’identità e quindi l’uso di ciascuno spazio. «La facciata sulla strada – ricorda l’architetto Waltritsch – è orientata a sud e abbiamo usato una tonalità calda che si legasse alle scelte cromatiche della facciata in vetro. Viceversa nella stanza studio, che vive di luce riflessa, per così dire, abbiamo selezionato un colore deciso come il verde». Anche il pavimento, le pareti e il soffitto giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione della luce, importante proprio perché l’altezza degli ambienti è la minima consentita, 270 cm. «Il pavimento in resina semi-lucida e le vernici a smalto del soffitto – conclude Waltritsch – contribuiscono a creare un ambiente piacevole e solare, mentre i corpi di luce che abbiamo disegnato sopra il tavolo dell’emeroteca, il banco reception e il tavolo nella sala studio, sono in acciaio lucido a specchio, e contribuiscono a catturare immagini provenienti dall’esterno o da altre parti della biblioteca e ad aumentare in maniera fittizia le dimensioni dello spazio, o più semplicemente a raccontare storie diverse».

ilaria

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.