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Tredici racconti di John Cheever

Un libro imperdibile per chi ama il racconto: la raccolta delle prime short stories pubblicate da un grande interprete del genere, John Cheever – e almeno cinque valgono la lettura. Non si tratta qui dell’omaggio a uno scrittore amato o della curiosità per i racconti che Cheever non avrebbe voluto veder ripubblicati in libro (eccesso di zelo non raro tra gli autori) ma del privilegio di mettere il naso nelle prime prove edite e scoprire una voce che si impone al lettore con naturale autorevolezza.

Se i primi tre racconti non sono altro che bozzetti d’ambiente in stile hemingwaiano di una America preda della Grande depressione, già L’autobiografia di un commesso viaggiatore vede il rinsaldarsi dell’attenzione del narratore attorno al personaggio, che qui prende la voce e con pochi tratti decisi delinea il tragitto della vita di un uomo, un bostoniano a cavallo tra Ottocento e Novecento che vuole fare il rappresentante di scarpe e lo diventa, un uomo che ama l’immagine di sé in treno con la valigia del campionario, una valigetta e il portafogli pieno, le stimmate del successo alla portata, prima che il declino del prodotto e del suo mestiere lo confini nella povertà e nel rammarico, con un fulmineo passaggio al “noi”, che è compimento: «Si sono dimenticati di noi. Tutto quello che sappiamo è inutile».

Iniziamo a riconoscere la penna di Cheever nei tre racconti ambientati negli ippodromi e ai margini di questi (La moglie giovane, Saratoga, L’uomo che lei amava – ma si può aggiungere Di passaggio), popolati da una umanità in bilico tra euforia e frustrazione, che vive una vita vacua in attesa del colpo che riscatti l’ansia e il rimorso.

Una giovane moglie che si perde di eccitazione in compagnia di un giovane giocatore sotto gli occhi del marito più in là con gli anni, il crepitare della compassione condivisa e l’adrenalina dell’azzardo, il marito banalizzato nella rispettabilità che saprà aspettare e raccogliere la giovane moglie; una coppia di scommettitori figli di scommettitori, un uomo e una donna che hanno frequentato gli ippodromi e sono cresciuti nell’altalena tra ricchezza improvvisa e desolata povertà senza mai incontrarsi e nel riconoscersi si confidano e decidono di cambiare vita alla prima vincita, che arriverà e metterà alla prova entrambi; due coniugi sull’orlo del disastro finanziario arrivati a Saratoga per permettere alla giovane figlia di respirare l’aria dei bei tempi e nella speranza di un incontro favorevole al futuro di lei e così della famiglia, con la ragazza che troverà l’amore in altro modo.

Tre short stories in cui si riconosce l’idea di forma del racconto che troverà il compimento nei capolavori degli anni 50 e 60, alimentati dalla precisione lenticolare del cronista di vite di silenziosa disperazione e dignità, resi vibranti dalla capacità di cogliere l’aria del tempo dello stenografo di emozioni e sentimenti che sta affinando lo sguardo.

John Cheever, Tredici racconti, Fandango, euro 16,50