Ideare casa

Termosifoni addio! È l’ora delle stufe a pellet!

Boom di caminetti a legna. Nel Veneto il 17% della popolazione si riscalda in modo alternativo. E per far da mangiare tornano le termocucine dei nonni. C’è chi ha spento per sempre i termosifoni di casa e al suo posto usa una bella stufa dalle forme un po’ retrò, chi ha restaurato l’appartamento e costruito un caminetto a legna con tubi irradianti in ogni stanza e chi ha proprio detto addio al metano per preparare ogni pasto su una termo cucina, versione contemporanea di quelle cucine a legna che, soprattutto in campagna, si vedono ancora nelle case dei nonni. Eppure la scomodità di dover caricare la fornace e tenere viva la fiammella di cui, sempre i nonni, si lamentano ricordando la propria infanzia non sembra spaventare migliaia di famiglie venete. Per risparmiare, e con in mente l’idea di inquinare un po’ meno, davvero in tanti sono passati a riscaldamenti alternativi.

Nella nostra Regione si contano ben 341 mila famiglie che hanno fatto questa scelta di vita, si sono installati stufe di vario genere – ma la più gettonata rimane quella al egna – e non appena arrivano i primi freddi accendono la fiammella. In tutto è il 17 percento della popolazione a riscaldarsi così e in Veneto ci sono oltre 570 mila impianti tra stufe, caminetti, termo camini e caldaie a legna.

E il consumo di legname da bruciare e pellet negli ultimi anni è salito alle stelle. Si parladi 4,7 tonnellate di consumo medio per ciascun abitante del Veneto all’anno per un totale regionale di 2 milioni di tonnellate di legno e 41 mila tonnellate di pellet. Se sul legno nessuno ha dubbi di cosa si tratti, sul pellet invece circolano informazioni di ogni tipo. Due anni fa, nel 2009,scoppiò il caso dei trucioli di legno radioattivi perché fabbricati in luoghi contaminati. In realtà si trattò di un problema piuttosto circoscritto e il mercato non ha subito contraccolpi. Basti pensare che all’epoca erano 700 mila in Italia le stufe a pellet e oggi si supera il milione.

Un abbraccio in salotto

Il motivo? Costa davvero poco e, a detta di chi si riscalda così, la casa è calda e anche accogliente.E come non dar loro ragione: una fiamma accesa magari in salotto vicino a divano e televisione – nell’immaginario – dà il senso di un caldo abbraccio domestico. In realtà, i fautori di questi sistemi puntano tutto sull’ecologia dei combustibili alternati vial petrolio.

Il pellet è infatti fatto con i residui delle lavorazioni di legno (le cosiddette biomasse) che vengono sminuzzati, polverizzati e quindi agglomerati a forma di cilindri. Quando bruciano emettono poco Co2 e anidride carbonica e sono eco compatibili: si riciclano avanzi di altre lavorazioni senza andare ad intaccare riserve naturali di minerali che ci mettono milioni di anni per riformarsi nel sotto suolo e nella roccia.

Guida alla scelta

Ma come districarsi nella selva di stufe e caminetti? La scelta non è sicuramente delle più semplici. La crisi e gli aumenti nel costo di gas ed energia elettrica (quasi di più della volontà di tutelare la fragilità dell’ambiente) stanno spingendo molte famiglie a dire addio ai termosifoni e così in quasi tutti i negozi e centri commerciali di prodotti per la casa e l’elettronica la sezione dedicata alle stufe si è allargata a dismisura. Ce n’è davvero per tutti i gusti e il compratore meno esperto non sa cosa scegliere.

La prima regola,consigliano gli esperti, è capire dove posizionare la stufa in modo che il caldo si irradi in tutta l’abitazione, vedere se gli scarichi da utilizzare per le tubature sono ben funzionanti. In caso di restauro della propria casa ci si può addirittura dotare di un impianto che porta il caldo in ogni stanza e persino di caldaie a legna (versione moderna dei vecchi boiler con il bruciatore che si trovavano nei cascinali di campagna) e di cucina senza gas.

Maglia rosa e maglia nera

Purtroppo il Veneto, per quanto abbia il primato nazionale su produzione e si giochi la maglia rosa per uso di fonti alternative di calore con regioni montane quali sono il Trentino Alto Adige e laVal d’Aosta, non spicca però per modernità degli impianti. In tanti sì usano le stufe ma per il 90 percento si tratta di strumenti di tipo tradizionale – ossia,si usano quasi solo vecchie stufe a legna o caminetti nel 56 per cento dei casi – e solo il 10 per cento delle famiglie si è dotato di impianti tecnologicamente avanzati e a pellet. Eppure proprio qui c’è la possibilità maggiore di scegliere una stufa o una caldaia all’avanguardia, i produttori principali si concentrano infatti in Veneto che ha anche il primato nazionale, prima di Lombardia, Toscana, Friuli e AltoAdige, per produzione e distribuzione di pellet, legna e cippato (legno ridotto a scaglie) con 18 aziende a Belluno, 11 a Vicenza, 7 a Treviso e 1 aVenezia,Verona e Padova.

Termo cucine, stufe, caldaie a legna nascondono comunque qualche svantaggio e sono proprio i loro promotori a delencarli: l’aria di casa tende a essere più secca perché è messa in circolo da una ventola, tutti gli impianti vanno allacciati all’elettricità e se salta si rimane al freddo e la pulizia delle stufe deve essere frequente, serve dunque dotarsi di un apposito aspira cenere.

ilaria

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.