Stufe e camini: modelli e prezzi

All’antica oppure tecnologici, caminetti e stufe a legna soddisfano il desiderio di calore e di intimità. Nel segno dell’ecologia.

Dopo aver perso centralità per il riscaldamento della casa, stufe e camini hanno vissuto un nuovo rilancio soprattutto dopo gli anni Settanta, quando, con i primi modelli prefabbricati, hanno riconquistato un mercato a tutt’oggi in espansione. Uno dei principali fattori del progressivo abbandono è certamente stato lo scarso rendimento dei focolari di una volta, pari a circa il 10-15 per cento delle calorie prodotte (con il restante 85-90 per cento disperso attraverso il focolare stesso e la canna fumaria).

E’ quindi comprensibile che, nel tempo, le aziende del settore si siano puntigliosamente attivate alla ricerca di nuove tecnologie, fino a mettere a punto apparecchi delle alte rese e dai bassi consumi, votati al risparmio energetico. Oltre all’atmosfera che un fuoco acceso sa creare, a rendere “appetibili” stufe e camini è anche l’aspetto ecologico: la riscoperta dei vantaggi del riscaldamento a legna come fonte alternativa ai più costosi combustibili derivati dal petrolio, infatti, ne ha favorito una seconda giovinezza facendoli preferire per alcune situazioni agli impianti tradizionali.

Installare un apparecchio a legna nella propria abitazione non richiede licenze edilizie, ma, se si vive in condominio, per allacciarsi alla canna fumaria collettiva è necessario il consenso dell’assemblea. I modelli più venduti, quelli prefabbricati, si montano in poche ore, essendo già predisposti sia per i fori di aerazione (prese d’aria direttamente sull’esterno, collocate a livello piano di fuoco, di sezione adeguata e protette da griglia), necessari alla combustione, sia per quelli di collegamento al condotto per l’espulsione dei fumi.

Camini supertecnologici

Moderni nelle forme, ma soprattutto nelle prestazioni. Risale a vent’anni fa l’innovativa tipologia dei termo caminetti a focolare chiuso (ovvero con bocca delimitata da ante in vetro ceramico), detti anche “ad alto rendimento” o “a combustione controllata” (speciali serrande di regolazione dosano l’afflusso dell’aria di combustione).
Subito dopo si è affermata la tecnologia della ventilazione forzata (tramite un ventilatore centrifugo si aumenta l’apporto d’aria, dunque il rendimento), che attraverso apposite canalizzazioni consente di trasferire l’aria calda anche in ambienti non direttamente “toccati” dal caminetto stesso. Il passo successivo ha visto, con il termo-caminetto ad acqua, la messa a punto di veri e propri impianti di riscaldamento a legna: una notevole gamma di soluzioni permette sia di integrarli con impianti a termosifone già esistenti (dotati di caldaia a gas o a gasolio), sia di realizzarli ex novo, impiegando come unico generatore la caldaia del caminetto. Con una potenzialità termica che può superare le 30.000 Kcal/h e un rendimento dell’80-85%, i termo caminetti soddisfano le esigenze di abitazioni con dimensioni normali, o anche ampie.

Massimo rendimento, minori emissioni

Con la combustione si forma un gas tossico e inquinante, il monossido di carbonio (CO), che, se miscelato con aria preriscaldata, brucia generando una seconda fiamma con temperatura elevatissima. Lo sfruttamento di questa reazione chimica, tramite una tecnologia detta di postcombustione, ha dato origine a caminetti, come quelli prodotti da Palazzetti, ad altissimo rendimento termico (l’aumento è del 10 per cento circa) e ridotte emissioni tossiche.

Classico tra i classici

Il camino d’epoca fa da contrappunto decorativo all’arredamento moderno, o conferisce un tocco di raffinatezza in più a quello realizzato con mobili classici o di antiquariato. A focolare aperto, è piuttosto carente da un punto di vista funzionale, sia perché produce poco calore, sia perché spesso rilascia fumo all’interno dell’ambiente. Per assicurarne una perfetta efficienza, salvaguardando però la struttura originaria, è sufficiente inserire al suo interno un monoblocco, dotato di chiusura ermetica in vetroceramica, da collegare alla canna fumaria preesistente. Per adattare il prefabbricato, in genere di dimensioni più contenute, al nuovo alloggio (bocca del focolare piuttosto ampia), si può ricorrere a un pannello di completamento, detto “controcuore” e solitamente realizzato in ghisa, che tamponerà lo spazio di risulta. In alternativa, il termoventilatore da caminetto Caldofà recupera buona parte del calore, rimettendola poi in circolo all’interno dell’ambiente.

Dove trovare le cornici d’epoca

Per scovare pezzi di recupero si può andare, in provincia di Reggio Emilia, al fornitissimo magazzino Artis. Il titolare, che espone anche al Mercanteinfiera di Parma, ci racconta di un tipo di cornice Luigi XV, la Pompadour plat (confidenzialmente “il piattino”), le cui forme sinuose e piacevoli, insieme al prezzo ragionevolissimo, riescono ad avvicinare molti all’antico.

Tutto il bello della stufa

Nella stufa, il corpo esterno, svincolato della muratura, funziona da superficie di scambio termico con l’ambiente, diffondendo il calore in forma radiante (cessione lenta da parte di una sorgente riscaldata) oppure per convenzione, attraverso il movimento dell’aria determinato da una ventola: il caldo si propaga nel locale direttamente interessato ma anche in altri, collegati alla stufa tramite opportune canalizzazioni. I modelli di tipo misto (a convenzione e irraggimento) dispensano una parte del calore in forma radiante e ne convogliano un’altra parte, tramite uno scambiatore in ghisa, in condotti collegati a bocchette situate in stanze diverse. Tra tutte, le stufe alimentate a “pellet” (segatura di legno pressata” sono le più ecologiche, raggiungono alti rendimenti (il composto rispetto alla legna da ardere sviluppa più calorie, e costa meno) e sono poco inquinanti. Rispetto a quelle tradizionali, permettono di dosare il combustibile a piacimento rendendo possibile un controllo preciso della temperatura. Sul mercato sono disponibili modelli ad aria calda o ad acqua con un’autonomia che supera le 45 ore; in alcuni casi arriva addirittura a 100.

Dal telecomando al controllo a distanza

In qualche modello di termo caminetto, un radiocomando permette di regolare la temperatura agendo sui ventilatori di aria calda. In alcune stufe a pellet, invece, tramite pannelli di controllo incorportati sul top, si programmano accensione e spegnimento a orari stabiliti, ma anche il passaggio dal funzionamento manuale a quello automatico. E per quanti amano la vita comoda, c’è la possibilità di accensione a distanza, via telefono o via Internet.

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.