Risparmio energetico con gli isolanti naturali

Risparmio energetico con gli isolanti naturali

I materiali che compongono i muri esterni degli edifici, dovrebbero anche regolare la temperatura interna mantenendola con valori confortevoli, d’inverno e d’estate.

Ci sono materiali specifici che hanno una funzione isolante, soprattutto permettono di evitare dispersioni di calore e mantenere gli ambienti freschi. A titolo d’esempio, un condominio di 9 piani, con isolamento della copertura a tetto, delle pareti perimentrali, dei vetri, del 1° solaio e delle pareti del vano scale, può risparmiare il 42% di energia all’anno. Il valore sale al 56% nel caso di una villetta isolata.

Le murature esterne sono formate da differenti strati da diversi materiali. Il tipo di materiale (pietre, laterizi, calcestruzzo, legno), la conformazione della struttura muraria (muro pieno, con intercapedini, ventilato, ad accumulo solare, a trombe), le finiture (intonaci a base a calce e colori naturali, traspiranti), determinano l’efficenza della climatizzazione e della insonorizzazione degli interni.

E’ però l’impiego di materiali isolanti negli strati che compongono il muro che influenza in modo sostanziale la capacità di proteggere dal freddo, dal caldo e dai rumori.

Si pensa, talvolta, che l’isolamnto sia necessario solamente nelle costruzioni dove il clima è rigido. Niente di più sbagliato: un accurato studio della disposizione degli isolanti, dei materiali costruttivi e del loro utilizzo, in base all’esposizione e al clima prevalente, consente di ottenere edifici di ottima efficienza termica, anche in zone torride.

Isolare bene una casa è risparmiare, nonostante la spesa iniziale dell’operazione possa scoraggiare i più. Il ritorno finanziario dell’investimento è comunque garantito entro 3-6 anni, anche meno, qualora aumentassero i prezzi dei prodotti petroliferi.

Anche per ridurre l’inquinamento

Un isolamento di qualità deve essere scelto dopo uno studio specifico della costruzione, in modo da ottimizzare l’impiego dei materiali di coibentazione. Questi, cioè, devono oppore resistenza al passaggio di calore tra superficie interna e superficie esterna, e viceversa.

L’obiettivo è infatti quello di avere una buona inerzia termica dell’edificio, salvaguardando nel contempo la traspirabilità dei muri. In alcune nazioni europee, tra le quali la Germania e la Svizzera, oltre alle leggi che impongono un rendimento termico minimo degli edifici, leggi esistenti in tutti i paesi industrializzati, ci sono anche norme che incentivano ulteriori interventi di miglioramento dell’isolamento.

In Germania, per esempio, è previsto un finanziamento annuale fino a otto anni dalla costruzione, se con l’isolamento si ottengono prestazioni migliori del 25% rispetto a quanto previsto dai decreti vigenti.

Naturalmente, risparmiare energia, quindi denaro, significa contribuire anche alla riduzione degli inquinanti da combustione di derivanti di petrolio, e dei gas serra, che surriscaldano l’atmosfera. Qualunque sia, infatti, il tipo di riscaldamento, o di raffrescamento, che usi impianti per avere una temperatura confortevole negli edifici, fatta eccezione per quelli a energie rinnovabili, il consumo di energia è sempre associato a forti emissioni di sostenze inquinanti o climalteranti, in modo diretto o indiretto.

Quali sono e come si impiegano?

Le materie prime per gli isolanti naturali possono essere di origine vegetale o minerale. Il bilancio del ciclo di vita delle prime è più favorevole, poiché i tempi del ciclo di formazione e di reintegro nell’ambiente è più breve. I diffusi sono i pannelli di fibra di legno, il sughero in pannelli o granulare, la lana naturale, le fibre di juta e di cocco, di canapa e di lino, di cellulosa, l’argila, la perlite, la terra cruda, la pomica, il silicio espanso, o vetro espanso.

Pannelli di fibra di legno

Sono composti da scarti di lavorazione di falagname, non trattati ma sfibrati. Le fibre legnose così preparate vengono impastate con acqua e poi informate. In alcuni casi viene aggiunta allumina per lo 0,4%, in modo da stabilizzare i pannelli e renderli più resistenti contro parassiti e muffe.

Sughero

Si ricava dalla cortessia della quercia da sughero: la raccolta viene fatta, di norma, ogni dodici anni, con alcune eccezioni. Si può utilizzare in granuli o in pannelli. Il granulato di sughero è consigliabile per la maggior parte degli impieghi, grazie anche alla versatilità: è persino miscelabile con intonaci per rifinire e isolare al contempo. Quando si scelgono i pannelli, è necessario che siano stati agglomerati senza l’impiego di collanti o sostanze tossiche.

Lana ovina

Viene impiegata sotto forma di materassini, trecce, strisce, feltri oppure sciolta.
Caratteristiche:

  • Ottima resistenza al fuoco
  • Ideale per sottotetti, solai superfici piane o inclinate
  • Può impregnarsi d’acqua ed essere comunque coibentante
  • E’ elastica, antipolvere
  • Inattaccabile da parassiti, muffe o roditori

Fibre vegetali

Le fibre vegerali sono:

  • Juta un materiale a basso costo e ha una buona igroscopicità
  • Il cocco viene fornito in pannelli, rotoli, strisce o feltri. E’ un materiale rigido e ha un’elevata durezza.
  • La canapa è famosa per le sue eccezionali caratteristiche meccaniche e fisiche.
  • Il lino è da sempre utilizzato come isolante soprattutto nelle costruzioni.

Argilla

In forma di intonaci, sottostrati o espansa, si usa per riempimenti e sottofondi, anche miscelata con leganti. La materia prima è inerte: il prodotto finito è termicamente inerte.