Riciclare gusci d’uovo per un set di cancelleria

Riciclare gusci d’uovo per un set di cancelleria

Dopo un viaggio a Marrakech l’idea di progettare un set di cancelleria con materiale riciclabile. Questa l’originale idea del giovane designer Nicolas Cheng.

Può il design abbracciare la causa ambientale con una progettazione sostenibile per il pianeta terra? Sì, con la forza della tecnologia e della poesia. La ricetta è quella di Nicolas Cheng e si compone di gusci d’uova, grafite, gomma, fibra di carta e immagini dell’infanzia. Il giovane designer, nato a Hong Kong e stabilitosi a Eindhoven dove ha fondato lo studio di architettura e design Studioroom906, ha creato un set composto da una matita, un reggi-matita, una gomma da cancellare e dei fogli A5 utilizzando dei gusci di uova riciclati. Alta tecnologia per ottenere un risultato materico di grande compattezza e impatto estetico a partire da un materiale più che noto per la sua fragilità.

Cheng ha infatti utilizzato una tecnica di pressurizzazione che ha trasformato i gusci in un nuovo materiale stratificato in grado di conservare le proteine e i cristalli minerali preesistenti. E la volontà di realizzare una commistione tra concetto poetico e alta tecnologia attraverso l’oggetto, dando voce a una suggestione infantile. Per la creazione degli oggetti lievi e resistenti di Childhood memories Cheng afferma di aver tratto ispirazione da ricordi d’infanzia con un set da scrivania fatto in casa.

«Quello che mi affascina di più è la relazione tra la natura e il lato artificiale umano che ci circonda. Il progetto esplora le nuove possibilità e i nuovi orizzonti dell’arte e dell’artigianato che spingono la gente a provare nuove esperienze con nuovi prodotti che incoraggino a pensare di più e a porsi delle domande intelligenti». A partire da questi presupposti il designer, attraverso l’attività di progettazione del suo studio, mette al centro delle proprie creazioni il concetto di benessere inteso come una sorta di simbiosi tra ambiente, essere umano e realtà artificiale.

Un benessere che passa anche attraverso la ricerca dei materiali riciclabili, oggi al centro della progettazione dei designer più sensibili al tema della sostenibilità e degli interessi del mercato che chiede oggetti che non solo siano il risultato di un processo di consapevolezza ambientale ma che sappiano anche dare una risposta efficace a un problema di grande portata sociale come quello dello smaltimento dei rifiuti. È proprio in questo senso che l’idea di Cheng apre prospettive estremamente interessanti per il riutilizzo di un materiale finora poco utilizzato.

Se si pensa che circa l’80% dei gusci d’uovo di scarto viene bruciato rilasciando CO2 nell’atmosfera e che oltre ai pochi siti di raccolta disponibili molte aziende giungono a spendere fino a 100mila dollari all’anno per smaltire tonnellate di gusci di diversa natura, è senz’altro più conveniente riutilizzare gli scarti invece che smaltirli in discarica. Una dimostrazione che la poesia è utile e, in questo caso, non solo all’anima.