Retrospettiva su Harry Bertoia: Non solo sedie di design

Retrospettiva su Harry Bertoia: Non solo sedie di design

Al Museo civico d’Arte e agli Spazi Espositivi della Provincia di Pordenone dal 23 maggio al 20 settembre 2009 si è tenuta la retrospettiva dedicata a Harry Bertoia. La terra natale del designer ha dedicato ben 2 sedi per celebrare il trentennale della morte dell’ideatore della celeberrima Diamond Chair.

La “maledizione della sedia” cosi si potrebbe riassumere la carriera di Bertoia, nel senso che tanto fu il successo della sedia Diamond e della sedia Wire chair da porre in secondo piano ciò che di altrettanto e forse più grande questo friulano trapiantato negli States creò in campi diversi.

La mostra si propone di approfondire la figura artistica di Bertoia che sfugge all’etichettatura che lo vorrebbe industrial designer, scultore, grafico o musicista. Spaziò con naturalezza da un campo all’altro, senza soluzioni di continuità.

Harry Bertoia realizzò le sue prime sculture quando era già un affermato disegnatore. La sua esperienza maturò nel fervente contesto della scuola americana, lo scenario è quello di Jackson Pollock, Alexander Calder, Josef Albers, della diffusione dell’astrattismo europeo in America. Erano gli anni dell’esplosione del design: nel 1949, Time dedicò per la prima volta la copertina ad un designer, il francese Raymond Loewy.

Da queste esperienze nacque la serie Diamond, creata nel ‘51 ed esposta nel ‘52 a New York City nella prima mostra dedicata da Knoll ad un singolo designer.

La sedia Diamond, avrà quindi il posto d’onore nella retrospettiva, ma i curatori della mostra hanno ovviamente voluto approfondire l’operato di Bertoia, proponendo ciò che di grande egli creò anche prima e dopo il fatidico 1951, l’anno della sedia in tondino d’acciaio.

Tutte le opere, molte delle quali dialogheranno con documentazione d’epoca tra cuivideo, documenti, foto proprio per operare una contestualizzazione dei riferimenti in cui il genio di Bertoia prese forma e raggiunse i vertici internazionalmente riconosciuti. Si tratterà della prima grande esposizione realizzata in Europa con prestigiosi prestiti provenienti dal Guggenheim Museum di New Work e dal Vitra Museum di Weil am Rhein.