Quanto costa rifare un tetto di 100 metri quadri?

Quanto costa rifare un tetto di 100 metri quadri?

Il rifacimento del tetto richiede interventi impegnativi e costosi, che vanno comunque eseguiti quando è necessario rimettere a nuovo il tetto di un’abitazione.

Se si tratta di interventi semplici, come per esempio provvedere al manto di copertura, è possibile rifare il tetto rimanendo in casa. Invece, se si tratta di interventi radicali, bisogna per forza sgombrare l’abitazione e mettere in sicurezza le strutture portanti.

Il costo ovviamente varia a seconda dell’entità dei lavori, ma per fortuna si può accedere ad una serie di bonus che consentono di beneficiare di sgravi fiscali addirittura fino al 110%.

Ma quanto costa rifare un tetto di 100 mq? E quanto tempo ci vuole per rifare un tetto? Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere su costi, tempi e bonus a cui accedere per rifare un tetto.

Quanto costa ristrutturare il tetto di una casa? 

Nel rifare il tetto costo da affrontare dipende dalla tipologia degli interventi di ristrutturazione da effettuare, dalla grandezza del tetto e dai materiali da utilizzare per realizzare in parte o del tutto la copertura.

Infatti, poiché solitamente il tetto è composto da più parti, il costo di ciascun intervento di ristrutturazione varia in base ai lavori da eseguire, e a seconda su quali componenti devono essere realizzati. Inoltre, nel determinare i costi conta molto il materiale utilizzato.

Per avere un’idea dei prezzi medi per rifare un tetto, è però possibile affermare che il costo può variare da 30 euro a 200 euro al metro quadrato. Tenendo conto di questo dato, quindi, per rifare un tetto di 100 mq possono volerci da 3.000 euro a 20.000 euro.

Per evitare dispersioni termiche e ridurre quindi anche i consumi è indispensabile rifare il tetto con pannelli coibentati. Un tetto perfettamente isolato rende ancora più vivibili gli ambienti sottostanti e in qualunque stagione assicura una temperatura ideale.

Inoltre, una buona coibentazione del tetto garantisce meno rumori, minore umidità, zero infiltrazioni, calore d’inverno e freschezza d’estate. Esistono diversi materiali con cui è possibile isolare una copertura. I più utilizzati sono i seguenti:

  • Poliuretano in lastre di spessore diverso, economico e di facile posa
  • Sughero, materiale naturale e con proprietà igroscopiche antibatteriche
  • Lana di roccia in rotoli, di semplice installazione e in grado di assicurare un buon isolamento acustico.
  • Fibra di vetro
  • Fibra di legno rigida
  • Resine di origine plastica

Ciascuno di questi pannelli coibentati possiede un coefficiente di conducibilità termica diverso e caratteristiche differenti di resistenza meccanica e statica, che ovviamente influisce nel costo. Nella scelta del materiale per rivestire il tetto occorre valutare il costo dei pannelli coibentati in base al potere isolante che assicurano.

Inoltre, nella scelta del materiale occorre valutare anche l’effetto estetico e anche in questo caso i prezzi variano in maniera notevole. Ad esempio, molti pannelli hanno la forma che riproduce i coppi, il che implica un costo superiore. Tuttavia, questa tipologia di pannelli non richiede la posa di uno strato ulteriore di protezione esterno, per cui alla fine permette di conseguire anche un certo risparmio.

Infine, non bisogna dimenticare che nei costi per rifare il tetto bisogna includere anche quelli per la posa della guaina di protezione, necessaria per l’impermeabilizzazione del tetto. Altri costi che rientrano nel rifacimento del tetto sono quelli riguardanti la messa in sicurezza del cantiere e lo smaltimento della vecchia copertura.

Che agevolazioni ci sono per rifare il tetto? 

Esistono diverse tipologie di incentivi per rifare il tetto, messi a disposizione dei cittadini dal governo, allo scopo di agevolare la realizzazione degli intereventi e adeguarli alle nuove normative. Ecco tutti i bonus a cui si può accedere per rifare il tetto:

Ecobonus – si tratta di una detrazione a cui si può accedere per effettuare interventi di riqualificazione energetica su edifici singoli e su condomini. Per rifare il tetto bonus varia dal 50% al 65%, ma per i condomini può anche raggiungere il arrivare al 75% e ha come obiettivo finale quello di ridurre i consumi energetici.

Superbonus – si tratta di un bonus che si aggiunge al precedente Ecobonus sopra indicato ed è specifico per interventi di efficientamento energetico sul patrimonio esistente. La detrazione è del 110%, il che vuol dire che consente di rifare il tetto a costo zero. L’incentivo viene riconosciuto solo in presenza di determinati requisiti e prevede un rimborso sotto forma di sconto in fattura e cessione del credito. Possono accedere a questo incentivo solo persone fisiche e condomini per abitazioni principali.

Bonus ristrutturazioni – si tratta della detrazione fiscale del 50% che viene riconosciuta ai cittadini  che realizzano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria negli edifici singoli oppure nei condomini. In questo caso il tetto massimo di spesa previsto è di 96.000€ iva inclusa. 

Super Sismabonus –  questo bonus prevede detrazioni al 110% e si propone come obiettivo quello di ridurre il rischio sismico del patrimonio edilizio nazionale. Rientra nel bonus la totale demolizione dell’edificio e il rifacimento dell’intero solaio di copertura.

Bonus verde – la  ristrutturazione di balconi, terrazzi e giardini, che portano alla risistemazione  o  al rinnovo di quelli esistenti, permette di accedere alla detrazione al 36%. In questa detrazione rientrano i lavori per rendere il tetto uno spazio verde.

Quando scade il bonus per rifacimento tetto? 

Il bonus per rifacimento tetto è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024, con una detrazione pari a 50% o 65% oppure al 110% e limiti di spesa che differiscono in base alla tipologia di interventi. Le regole rimangono invariate, così come le opzioni di rimborso.

E’ possibile ottenere il rimborso tramite il 730, con quote uguali in 10 anni, oppure tramite sconto in fattura o cessione del credito. Con lo sconto in fattura l’azienda che effettua i lavori detrae subito l’importo del bonus, permettendo al cliente di ottenere un risparmio immediato.

Invece, con la cessione del credito viene ceduto a terzi, ad una banca o ad altro istituto, il credito fiscale rispondente agli interventi effettuati. In questo modo l’impresa che effettua i lavori emette la fattura e il cliente ottiene il rimborso dall’istituto di credito.