Quanti tipi di calendario ci sono? 

Quanti tipi di calendario ci sono? 

Il calendario è uno strumento con il quale ogni giorno ci confrontiamo, ma del quale sappiamo poco o nulla. Ad esempio, sapevate che non tutti nel mondo usiamo lo stesso calendario e che ne esistono di diversi tipi?

Prima di approfondire l’argomento, dovete sapere che il termine calendario trae origine dal latino calendarium, che indicava il libro dei conti dove venivano annotati i debiti pagati dai Romani il primo giorno del mese, ossia le calende. I calendari si distinguono in solari, lunari e lunisolari, ecco le differenze:

  • Calendari solari – questa tipologia di calendari si basano sull’anno solare, quindi su 365 giorni, periodo del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole. Con il calendario solare le stagioni cadono sempre negli stessi periodo dell’anno.
  • Calendari lunari – questi calendari si basano sulla durata del mese lunare. In pratica, con il calendario lunare ogni mese inizia con la Luna nuova e le stagioni iniziano ogni anni con uno spostamento in avanti di circa 11 giorni. 
  • Calendari lunisolari – questi calendari sono calendari lunari, in cui l’anno lunare ha la stessa durata dell’anno solare.

Quello che si usa maggiormente nel mondo è il calendario gregoriano, ma altri tipi di calendari ancora oggi usate da altre popolazioni sono il calendario ebraico, il calendario islamico, il calendario cinese e il calendario indiano.

Una delle invenzioni più straordinarie è il calendario perpetuo, praticamente un calendario che è valido per sempre, e che è stato brevettato nel 1795 da Abraham Louis Breguet. Si tratta di un orologio da tasca capace di seguire in automatico il passare dei mesi con 31, 30, 28 e addirittura 29 giorni ogni quattro anni.

Che calendario si usa nel mondo? 

Nel mondo vengono usati diversi tipi di calendari, ecco i più diffusi:

  • Calendario gregoriano

Entrato in vigore il 4 ottobre 1582 e usato oggi in quasi tutti i paesi del mondo, il calendario gregoriano è subentrato a quello giuliano, che Giulio Cesare rese ufficiale nel lontano 46 a.C. Una curiosità da sapere è che i giorni compresi tra il 5 e il 14 di ottobre vennero praticamente cancellati dal calendario, e il giorno dopo la sua introduzione era già il 15, sempre dello stesso mese. Di fatto, quindi, il 1582 durò 10 giorni in meno rispetto ai 365. Papa Gregorio XIII dichiarò non esistente il lasso di tempo cancellato, allo scopo di superare con questa riforma lo sfasamento tra il calendario giuliano e l’andamento dell’anno solare. Infatti, l’anno solare dura esattamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, quindi più di 365. Per secoli questa differenza non è stata calcolata, e a causa di ciò l’equinozio di primavera era caduto 10 giorni prima di quanto segnato dalle meridiane.

  • Calendario ebraico

Il calendario ebraico è un calendario lunisolare e il suo utilizzo è iniziato poco prima che nascesse Cristo. All’inizio i mesi variavano in base al comportamento della Luna, ma questa eccessiva volubilità non lo rendeva facile da usare, così nel tempo è stato trasformato e reso più preciso. Gli anni calendario ebraico sono considerati a gruppi di 19 e hanno 12 o 13 mesi con giorni di numero variabile, compreso tra 29 e 30. Coloro che osservano questo calendario devono tenere conto che 5779 anni fa venne creato il mondo, ricorrenza detta Anno Mundi.

  • Calendario islamico

Calendario lunare, il calendario islamico usa come anno 0 il 622 d.C., anno dell’Egira di Maometto, data in cui è entrato in vigore, esattamente il 16 luglio 622, una data che ricorda quando Maometto abbandonò appunto la Mecca. Composto da 12 mesi da 29 o 30 giorni, in totale ogni anno ne ha 354 o 355, quindi ci sono degli anni bisestili ma non tiene conto dell’anno solare. Ecco perché ricorrenze come quella del Ramadan non cadono sempre nello stesso periodo, ma si spostano continuamente.

  • Calendario cinese

Calendario lunisolare, quello cinese somiglia molto a quello ebraico. Infatti, gli anni possono essere composti da 12 o 13 mesi e questi sono raggruppati in cicli di 60. Col passare del tempo il calendario si è trasformato e ad oggi sono presenti più versioni dello stesso calendario. I cicli in passato avevano gli imperatori come riferimento, mentre oggi non lo sono più e ogni anno il nome si compone di due parti, una radice celeste e una radice terrestre, alla quale corrisponde un animale dello zodiaco cinese.

  • Calendario indiano

Costituito da 12 mesi, nel calendario indiano si aggiunge al primo di essi un giorno quando l’anno è bisestile. I primi 6 mesi dell’anno hanno tutti 31 giorni, poiché in questo periodo l’apparente movimento del Sole è più lento. Gli anni bisestili, che sono tutti i multipli di 78, vengono contati a cominciare dall’anno gregoriano 78 e corrispondono agli anni bisestili del calendario gregoriano. Ad oggi questo calendario viene usato poco, infatti in India il gregoriano è molto diffuso.

Altri calendari diffusi nel mondo sono quello buddhista, quello induista, quello persiano e tanti altri che i popoli usano per scandire il passare dei giorni, dei mesi e degli anni.

Un particolare interessante da conoscere sulla chiesa ortodossa è che non ha accettato di seguire il calendario gregoriano, perché appunto opera di un papa cattolico, mentre continua ancora oggi a seguire quello giuliano. Infatti, vi sono delle festività importanti come il Natale che vengono trasportate di qualche giorno.

Come si chiama il nostro calendario? 

Il nostro calendario si chiama gregoriano e trae il nome da Papa Gregorio XIII. Fu lui che lo introdusse e che con la bolla papale “Inter gravissimas” cancellò dieci giorni dal calendario.

La cancellazione dei 10 giorni ha avuto lo scopo di recuperare il tempo perduto. Il calendario gregoriano si basa sull’anno solare ed è composto da 12 mesi, per un totale di 365 giorni e con un anno bisestile ogni 4.

Rispetto al calendario giuliano, vennero cancellati i bisestili degli anni centenari non multipli di 400.  Poiché l’anno 1 corrisponde alla nascita di Cristo, si indicano con a.C. (avanti Cristo) le date precedenti, e con d.C. (dopo Cristo) le date successive.

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