Quali sedie scegliere per la cucina?

Quali sedie scegliere per la cucina?

Le sedie per la cucina sono pratiche, comode e poco ingombranti, in alcuni casi necessariamente pieghevoli: così le sedute completano tavoli e banconi. Comfort e resistenza sono le caratteristiche a cui bisogna prestare attenzione nella scelta delle sedie. Per quelle da destinare alla cucina vanno privilegiate anche la leggerezza e maneggevolezza.

Meglio preferire sempre materiali lavabili, senza dimenticare che anche il legno si pulisce facilmente. Per abbinarle al tavolo bisogna tenere conto delle dimensioni: tra l’altezza delle sedute e quella del piano servono circa 25-35 cm, anche se si tratta di sgabelli e penisole. Conviene orientarsi su modelli privi di braccioli, che si possono accostare al piano e sono anche più facili da spostare. Hanno inoltre larghezza inferiore.

Le tendenza: a eccezione delle cucine in stile, nelle quali tavolo e sedie sono spesso coordinati, in genere per questo ambiente le strutture sono sempre in metallo con schienale e sedie in materiale plastico, anche se non mancano modelli interamente in essenza o rivestimenti in cuoio.

Il confort: è una questione di proporzioni: l’altezza della seduta deve essere di circa 45cm (per tenere appoggiati i piedi a terra). Lo schienale deve essere inclinato circa di 20-25 gradi per permettere una postura corretta.

La seduta: spesso liscia o solo leggermente imbottita, è in genere in materiale plastico, ma può avere il rivestimento in cuoio. Per questi modelli si utilizza soprattutto quello rigenerato, ottenuto dalla pressatura di residui di lavorazione.

Il comfort non cambia e non incide sulle sedie richiudibili e pieghevoli. Anzi in molti casi queste sedie hanno il sedile sagomato e lo schienale curvo progetti per garantire la posizione più corretta. Ripiegati hanno uno spessore che non supera i 0 cm. E, in genere, pesano meno di 3 kg.

Il meccanismo: la struttura della sedia pieghevole è composta da due parti che si sovrappongono quando viene sollevato il sedile. Ciò avviene grazie a cerniere e snodi che caratterizzano le gambe di questi modelli.

Ma non è solo una questione di stile. Scelta e abbinamento delle sedie dipendono molto dallo spazio disponibile: che può prevedere un ampio tavolo, un banconote o un top ribaltabile.

Con il tavolo al centro è la disposizione tradizionale di una cucina abitabile. Per lasciare suffiecente spazio per il passaggio, la superficie della stanza deve essere almeno di 7 mq, in un ambiente di 230×300 cm, per esempio, con i mobili disposti in linea sulla parete più corta, si può avere un tavolo utilizzabile da tutti i lati.

Per le cucine a vista la soluzione proposta è la penisola, si ha un piano di lavoro continuo, senza rinunciare al tavolo da pranzo. Per esempio in una stanza di 260×300 cm, grazie alla penisola al centro della stanza, si possono sfruttare tutte le pareti per i mobili. Di solito gli sgabelli da affiancare ai banconi hanno un dispositivo per regolare l’altezza del sedile a seconda del piano. Sono molto più comodi e pratici se hanno il poggiapiedi. La profondità della penisola varia da un minimo di 30 cm, sino a 100 cm e oltre, se è utilizzabile da entrambi i lati: da una parte per la preparazione dei cibi dall’altra come piano snack.

Ma nelle cucine sono previste anche le console oppure i tavoli con apertura a libro, lì dove le cucine sono poco spaziose, le sedie hanno delle sedute con larghezza non superiore a 40 cm. Perfette quelle pieghevoli che si ripongono.

Se sono in legno, hanno in genere rivestimenti in tessuto o sedile imbottito. Vanno coordinate al tavolo, ma possono stare bene anche con un piano in cristallo. Per le finiture del legno vengono utilizzate vernici all’acqua. Atossiche e sono prive di solventi perché composte da acrilico che può essere emulsionato ad acqua. Il loro utilizzo viene specificato sulla scheda che accompagna il prodotto.