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Quale rubinetto per il lavello

Monocomando o a due manopole separate, a finitura lucida o satinata: la scelta del miscelatore per la cucina dipende anche da forma, dimensioni e materiale del lavello. Che può essere in acciaio, ceramica o sintetico.

Due tipi di miscelatori

Per il lavello della cucina, si può scegliere tra modelli azionabili a uno o a due comandi. I primi sono più pratici da utilizzare e facili da regolare, mentre gli altri hanno meccanismi interni robusti che non si deteriorano con l’uso.

Monocomando

Questi miscelatori sono dotati di un’unica manopola, o una leva, che permette di mescolare l’acqua calda e quella fredda e di regolarne il flusso.

  • A seconda del modello, la manopola può essere disposta accanto, sopra o davanti al becco di erogazione.
  • Il movimento della leva è garantito da una cartuccia a dischi ceramici che si trova sotto la maniglia.
  • Questa si può rovinare con l’uso e causare perdite d’acqua, diminuizione di pressone e indurimento del movimento delle leve.
  • Bisogna quindi averne a disposizione una di ricambio.

A due monopole

In alternativa al monocomando, si può scegliere un modello con un unico becco per l’erogazione dell’acqua, ma due manopole separate per miscelare l’acqua calda e quella fredda.

  • In questo caso non c’è la cartuccia a dischi: il meccanismo di chiusura della manopola del rubinetto è un vitone ceramico che consente una rotazione di 90° o 180°.
  • Nei modeli più vecchi, era possibile anche un’apertura maggiore, ma per evitare sprechi d’acqua, ora ci si limita solo fino a questa misura.

A muro

Se si vuole il miscelatore a parete serve un intervento sulla muratura, per realizzare un nuovo attacco in corrispondenza del rubinetto.

  • E’ quindi consigliabile optar per questa scelta quando si è in fase di ristrutturazione, oppure se si deve sostituire un modello simile, perché altrimenti bisogna rompere le piastrelle del rivestimento.
  • Altrimenti, con una soluzione più economica ma esteticamente meno bella, se si può raccordare il nuovo rubinetto ai vecchi allacciamenti con un tubo esterno a filo muro.
  • Il becco del rubinetto deve essere abbastanza lungo per raggiungere il lavello. Se il foro per l’inserimento del rubinetto è già predisposto nel lavello va coperto con una placca in acciaio.

Di che forma

Il miscelatore deve essere adatto al lavello, ma la scelta dipende anche dalla presenza di elementi pensili o mensole, contro i quali il becco del rubinetto non deve urtare.

Due o tre fori

In cucina, i rubinetti più diffusi sono i modelli monoforo, che sono costituiti da un unico elemento e che quindi, per potere essere installati, richiedono un’unica apertura.

  • Questa può essere praticata nel lavello, nel top della cucina o a parete.
  • In alternativa, si possono scegliere però anche rubinetti a due o tre fori. I primi sono costituiti da un elemento unico, ma richiedono due fori per i comandi dell’acqua calda e fredda. I modelli a tre fori, costituiti da tre elementi separati, hanno un’apertura per il becco e altre due per le manopole dell’acqua calda e fredda.

In acciaio

I lavelli in questo materiale sono igienici, resistenti e duraturi perché l’acciaio inossidabile non cambia colore e non annerisce. La superficie può essere lucida o satinata: in quest’ultimo caso macchie e aloni risultano meno evidenti.

Come pulirli

Per l’acciaio inox si usano acqua e sapone o detersivo neutro con spugnette non abrasive.

  • Dopo il risciacquo, passare un panno morbido per evirare che si formino macchie.
  • Per gli aloni più resistenti, usare un detergente specifico o pulire con una spugna immersa in una soluzione di acqua e aceto.
  • Si può asciugare con un panno morbido e un pò alcol.
  • Per i residui che si formano intorno agli scarichi, strofinare con forza mezzo limone e lasciare agire la sostanza per dieci minuti.

Questioni di finitura

La cromatura è un trattamento molto usato per rifinire i rubinetti, soprattutto quelli in ottone. Attraverso un procedimento di immersione nel cromo, la superficie assume un aspetto lucido come quello di uno specchio e un colore simile all’acciaio.

Lucidi e puliti

I rubinetti si puliscono con panni morbidi, evitando spugne abrasive.

  • Per eliminare il calcare usare acqua e sapone asciugando bene oppure passare prodotti specifici leggendo sempre bene le istruzioni per l’uso.
  • Strofinar la base con uno spazzolino da denti su cui è stato messo del detergente cremoso o un apposito anticalcare.
  • I rubinetti cromati si possono passare con acqua calda e aceto. Non usare sale e soda che possono rigare la cromatura.
  • Alla fine, per asciugare è particolarmente indicata la pelle di daino.
  • Per eliminare il calcare dai pomoli in vetro preparare una soluzione di acqua e sapone evitando l’utilizzo di altri prodotti, che potrebbero causare il distacco dalla parte metallica.

In ceramica

Questi lavelli resistono alle alte temperature, sono igienici e non assorbono odori. Il rubinetto si può inserire sulla vasca o sul top della cucina. Bisogna fare attenzione agli urti violenti e ai graffi che possono danneggiare la superficie.

Come pulirli

La ceramica si pulisce utilizzando detergenti cremosi diluiti con acqua.

  • Si può riempire il lavello con acqua calda e un bicchiere di candeggina e sciacquare dopo avere lasciato agire per 5 minuti. Alcuni materiali speciali possono richiedere una manuntenzione più delicata, per esempio con prodotti che contengano candeggina dosata in piccole quantità.
  • Per ravvivar il bianco della superficie, foderare il lavello di carta da cucina imbevuta di candeggina e sciacquare dopo mezz’ora.
  • Evitare materiali abrasivi e pagliette metalliche.

In materiale sintetico

Molto resistenti agli agenti esterni, sono facili da pulire e permettono di scegliere tra tanti colori e sfumature, in abbinamento con i mobili e il top della cucina. In alcuni casi l’aspetto è simile a quello della pietra naturale.

Quali sono e come vanno trattati

Alcuni materiali sintetici sono realizzati con formule brevettate dalle aziende che li commercializzano. Eccone una scelta.

  • Fragranite: è composto da polvere di granito naturale e resine acriliche. Resiste al calore, è atossico e igienico, la superficie è levigata e impermeabile. Il colore resta inalterato.
  • Silacris granito: ha la robustezza del granito e l’igienicità delle resine sintetiche. Resiste ai graffi e al calore fino a 240 °C.
  • Corian: è costituito da minerali di roccia e resine acriliche. Resiste all’usura, non assorbe umidità, non è poroso e ha un aspetto omogeneo. Si pulisce con un panno bagnato in acqua tiepida e detersivo non abrasivo. Evitare il contratto con prodotti chimici aggressivi.