Piano di recupero delle ex fonderie di Modena, un simbolo per la città

Piano di recupero delle ex fonderie di Modena, un simbolo per la città

Una grande area rimasta in disuso per anni, forse anche dimenticata, ma che ora è riemersa all’attenzione con il piano di recupero comunale.

Le ex Fonderie di Modena sono un importante luogo storico per il background della città. Luogo di lotte e diritti. Luogo di morti e di speranze. Quest’area avrà una destinazione completamente diversa. Dalla polvere di metallo e gli scarti metallurgici al DAST – Design, Arte, Scienza e Tecnologia. Sarà un centro integrato e partecipato dove, discipline che normalmente faticano a dialogare tra loro, sono chiamate a interfacciarsi.

Secondo la proposta elaborata, all’interno dello stabile ristrutturato si darà vita a spazi di utilizzo comune, nei quali i visitatori saranno chiamati ad essere co-protagonisti, sia di iniziative volte alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione delle competenze tecnologiche e meccaniche, sia di manifestazioni in ambito culturale, storico e artistico. Lo spazio sarà adibito anche alla nuova Facoltà di Design Industriale che, promossa dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, farà sì che il design e la progettazione industriale diventino ponte di collegamento tra le arti e le scienze.

Le Fonderie Riunite, che hanno giocato nella storia di Modena e del suo sviluppo industriale un ruolo non solo simbolico, con il nuovo riadattamento previsto non perderanno il loro prestigio storico. Gli elementi fondanti il progetto vincitore sono infatti il recupero dell’intero impianto e un nuovo assetto planivolumetrico per tutta la restante area del concorso.

La nuova proposta vuole conservare l’identità del luogo quale simbolo per la storia del movimento operaio italiano, salvaguardare la palazzina degli uffici, protetta dal vincolo storico, e rivalutare gli altri edifici industriali planimetricamente posizionati secondo una sequenza seriale e anche caratterizzati dalle lunghe campate. La creazione di volumi edilizi di diversa altezza e dalla sagoma planimetrica ridotta risponde, per tanto, all’esigenza di mantenere e rispettare la struttura del fabbricato industriale e conservare la dimensione delle campate esistenti. Questi nuovi volumi, ricoperti sul lato nord e sud da una sorta di pelle traforata in lega di rame e alluminio, dall’effetto dorato e dalla peculiare inalterabilità nel tempo, creano così un continuum materico, che dai prospetti accompagna lo sguardo fino alle coperture.

La caratteristica colorazione dorata di questa nuova copertura, insieme alla rudezza propria del materiale metallico e allo stesso tempo alla delicatezza del ricamo e della sua tessitura, evocano sì la passata destinazione di luogo addetto alla fusione metallica ma allo stesso tempo comunicano, in modo univoco, il cambio funzione che lo stabilimento sta per subire. Sia per le diverse altezze che per la colorazione luminosa, la nuova copertura, visibile dalla ferrovia e dal cavalcavia adiacente, il cosìddetto cavalcavia Maserati che collega le due parti della città, diventerà un elemento simbolico e di richiamo per Modena. Diventerà emblema del recupero che la città fa della sua storia. Riverbererà con la luce del sole, e rifrangerà l’illuminazione notturna, per condurre a sé i visitatori chiamati per i nuovi eventi. Il DAST, quindi, consterà di diverse destinazioni.

Nuove funzioni che conferiranno alla nascente struttura la caratteristica di luogo vitale votato sì alla ricerca e all’innovazione, ma che conterrà anche funzioni commerciali e terziarie poste a supporto del DAST stesso, così da creare un centro importante per tutta la città e usufruibile in tutto l’arco della giornata. Un luogo in cui potranno coesistere momenti formativi e ricreativi, eventi musicali e performance e spazi dedicati alla storia sociale del lavoro e alla realtà industriale. Un nuovo polo, quindi, che cambierà i movimenti cittadini, che sposterà l’attenzione culturale e che vivacizzerà ancora di più un territorio sempre pronto a cogliere le diverse esigenze della collettività.

Erano circa sessanta i progetti al vaglio della Commissione giudicatrice per il concorso delle ex Fonderie, ma il progetto vincitore, ricordiamo, è stato preparato da tre studi associati, il Modo Studio di Roma, il Centro Cooperativo di Progettazione di Reggio Emilia e lo Studio Sofia Cattinari di Modena. I vincitori si sono aggiudicati un premio di 40 mila euro ma ci si augura possano sempre loro, per continuità di linguaggio e di intenti, ricevere anche il futuro incarico per la realizzazione del progetto.