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Museum of Moving Image ristrutturato da Thomas Leeser

A NewYork, in un ex studio Paramount, l’architetto Thomas Leeser progetta il Museum of Moving Image. Un’istituzione che esplora ogni forma di screen culturale, sia in versione artistica, sia commerciale. Il bianco, rosa e blu i tre colori dominanti.

Dopo tre anni di lavori di ristrutturazione e ampliamento, ha riaperto al pubblico, a gennaio, il Museum of Moving Image (letteralmente,Museo dell’Immagine in Movimento) di New York, che dal 1988 diffonde la conoscenza su cinema, televisione emezzi di comunicazione digitali, attraverso mostre e altre iniziative culturali dedicate ad arte, storia, tecnica e tecnologia.

I lavori sono stati realizzati dallo Studio Leeser, specializzato in progetti di architettura “contaminati” dai nuovi media. L’architetto tedesco Thomas Leeser è conosciuto in tutto il mondo per il suo design innovativo con cui rivoluziona il tradizionale concetto di spazio. È stato associato dal 1980 al 1989 allo studio di Peter Eisenman e dall’89 ha aperto un proprio studio a Brooklyn: gran parte del lavoro dello studio interessa l’integrazione delle tecnologie emergenti e dei nuovi media con architettura e design.

La struttura originaria del museo, risalente agli anni Venti, basata su una struttura di laterizio a tre piani, era stata costruita come studio di produzione della Paramount. Un’atmosfera adatta ad una collezione museale riguardante quello che sta dietro lo schermo e niente di più. Il progetto di Leeser, un progetto da 67 milioni di dollari, completato grazie a finanziamenti pubblici, lo ha trasformato in un edificio moderno e versatile, aggiungendo nuove gallerie, sale di proiezione e spazi per la didattica.

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La nuova ala (comprendente un atrio di ingresso a piano terra e due livelli superiori) aggiunge 3.500 metri quadrati di spazi interni, che comprendono tre differenti ambienti destinati alla visione e attraenti spazi comuni, più millemetri quadrati di cortile esterno aperto al pubblico (la cui apertura è prevista per la primavera), portando la superficie complessiva delmuseo a circa 9mila metri quadrati. L’involucro esterno dell’ampliamento corrisponde alla facciata posteriore, composta da una trama superficiale di 1067 pannelli di alluminio triangolari, di colore blu chiaro,montati su una struttura a giunti aperti inmodo che in ognuno si possa raccogliere acqua piovana, e che richiamano le linee dei disegni digitali wireframe.

Il nuovo ingresso, trasferito e riprogettato sulla 35a Avenue, si presenta ai visitatori con un portale di vetro a specchio con le parole “Museumof the Moving Image” in lettere alte più di un metro color rosa shocking. L’ingresso può essere a tutti gli effetti considerato il primo schermo in cui il visitatore si imbatte, considerando i giochi di luce dati dalla fusione di visione diretta e riflessi in un unico piano.

La hall al piano terreno è un ininterrotto spazio bianco-azzurro e una proiezione continua di opere si muove su una parete lunga quindicimetri e inclinata di 83° per conferire un senso di dinamismo all’avanzare del visitatore. Dentro l’auditorium da 264 posti pareti e soffitto sono di feltro azzurro: uno spazio concepito come una capsula per un viaggio immaginario.Questa avvolgente superficie blu è costituita da 1.136 pannelli triangolari,montati a giunto aperto, con l’illuminazione integrata all’interno.

La sala è dotata di un ampio schermo, di proporzioni classiche, e di attrezzature per la proiezione di formati da 16 a 70mme ad alta definizione digitale 3-D. Un palcoscenico ospita eventi dal vivo e un piccolo golfo mistico costituisce lo spazio per le orchestre di accompagnamento musicale dei film muti.Uno spazio ibrido tra galleria e sala di proiezione, chiamato “anfiteatro”, si trova a livello del primo pianerottolo della scala principale. I sedili sono un astratto paesaggio di panche integrate nel pavimento,mentre la parete al di sopra della scala serve come schermo per mostre temporanee di opere digitali. Al terzo piano un nuovo spazio di 400metri quadrati, libero da pilastri, è disponibile per mostre a rotazione.

Con 380metri quadrati di spazio sgombro, la galleria è stata progettata per permettere al Museo di presentare materiali espositivi di ogni tipo, dalle opere classiche alle installazioni multimediali. Del nucleo centrale della collezione di oggetti storici, che occupa ancora lamaggior parte dello spazio espositivo, fanno parte ilmodello originale della sede direzionale della Tyrell Corp. di Blade Runner e numerosi cinetoscopi, visori tascabili, cineografi d’epoca e altre apparecchiature di proiezione.

 

Il nuovo spazio per l’archiviazione che si trova al terzo piano è di supporto ad una comunità internazionale di ricercatori e studiosi, offrendo l’accesso all’ineguagliabile collezione del museo, comprendente più di 130mila oggetti.