Ideare casa

La riforma del catasto è ai nastri di partenza

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I punti principali della riforma che interviene dopo l’abolizione dell’Imu per le prime case e l’introduzione della Service Tax.

Il progetto di riforma del catasto sembra finalmente essere giunto ad un punto di svolta. Lo scorso 24 settembre, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge delega che reca disposizioni per la revisione del catasto dei fabbricati. La materia è decisamente molto vasta, ragion per cui è opportuno fare delle chiarificazioni.

In primis la riforma andrà a toccare i criteri di determinazione del valore catastale delle case, che si baserà non più sul numero dei vani (come accadeva dalla riforma del 1939), ma sui metri quadri e quindi sul valore di mercato. Occorrerà anche determinare tutta una serie di coefficienti (es. scale, anno di costruzione, affaccio, presenza o meno dell’ascensore, esposizione, etc.) che andranno ad alimentare un algoritmo di calcolo che, moltiplicato per i metri quadri, fornirà una metratura equivalente sulla base della quale verrà valutato l’effettivo valore patrimoniale.

La rendita catastale, invece, partirà dai valori locativi annui espressi al metro quadrato e a cui verrà applicata una riduzione derivante da spese come quelle di manutenzione straordinaria, amministrazione, assicurazioni, ecc. (la percentuale di riduzione si attesterà mediamente tra il 47% e il 52%). Moltiplicando poi per la superficie il valore annuo al metro quadro, otterremo quella che è per l’appunto la rendita catastale.

Un punto fondamentale della riforma riguarderà la ridefinizione delle categorie catastali sulla base degli ambiti territoriali di appartenenza (anche per zone diverse dello stesso Comune). Si terrà quindi conto della “relazione con il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie”, in modo da evitare le situazioni di assoluto paradosso che si sono presentate nel passato (es. case ubicate nei centri storici con valori di mercato ai massimi livelli ma equiparabili, per il Catasto, a case popolari).

Per quanto concerne la riorganizzazione dei centri di competenza, verranno affidate le funzioni catastali ai Comuni che ne facessero richiesta. Questa opera di decentramento è la vera e propria novità della riforma, che favorirà il perseguimento dei seguenti obiettivi:

–        tassare gli immobili ancora non censiti, permettendo il giusto coordinamento con il processo di attivazione delle funzioni catastali decentrate;

–        mettere a disposizione dei Comuni e dell’Agenzia delle entrate strumenti idonei ad individuare e classificare gli immobili non censiti o che sfuggano alla reale consistenza di fatto, la giusta destinazione d’uso o categoria catastale, la corretta classificazione tra terreni edificabili e terreni agricoli, e l’identificazione degli immobili abusivi;

–        assicurare la cooperazione tra l’Agenzia delle Entrate e i Comuni, soprattutto per la condivisione delle informazioni necessarie ad elaborare valori patrimoniali e rendite;

–        definire soluzioni relativamente alla ripartizione delle dotazioni di risorse umane, materiali e finanziarie dei soggetti che esercitano le funzioni catastali, in attuazione della riforma.

Url di riferimento: Categorie Catastali

ilaria

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.

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