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La plastica in tavola? Utile & chic

La nuova tendenza? Ludica, informale praticamente indistruttibile. La plastica conquista le tavole più glamour soprattutto grazie all’intervento (sempre più massiccio) dei designer à la page.

Ancora lei, è tornata: la plastica. Veramente, non se ne è mai andata. Ma sulla tavola, tra calici in cristallo e ciotole in porcellana, sembrava passata un pò di moda. Invece, eccola riapparire in splendide forme, transitata dagli studi dei designer ai laboratori di ricerca delle aziende, giù fino agli scaffali dei negozi, trasformata in prodotti dall’estetica brillante, contemporanei, multifunzionali. Gli oggetti conviviali in plastica hanno da tempo oltrepassato il limite di utilizzo dell’outdoor, barca o giardino che sia.

I designer li progettano per occasioni a tutto campo, nell’ambito domestico o in quello della ristorazione professionale, dove è il numero a farla da padrone, dove non si può prestare troppa attenzione a ‘non rompere niente’, senza però perdere in estetica e glamour. Oggi le lavorazioni di resine e polimeri termoindurenti, supportate da tecnologie sofisticate, rispondono a plurime esigenze, sia dei designer, che ricercano forme e matericità futuribili, sia di chi sceglie prodotti che conciliano praticità e bellezza.

Aziende come Guzzini e Kartell, che hanno fatto della plastica la loro materia d’elezione, proseguono in un percorso collaudato, chiamando maestri o giovani volti del design a cimentarsi con questo materiale. Mebel, azienda specializzata in oggetti in melamina, grazie al segno di Marco Maggioni sceglie il design per elevare il target di prodotto. Nel campo del catering professionale, guida la schiera Pandora Design, che da anni produce utensili in plastica colorata per ristorazione temporanea, firmati dai migliori designer (tra gli altri Matteo Ragni e Giulio Iacchetti). Alessi, il signore dei casalinghi, affida all’estro di Marti Guixé una nuova zuccheriera tutta in plastica. Gli utensili in plastica – trasparenti, bicolori, in tinte pastello o nei rigorosi bianco e nero – animeranno anche in autunno tavole e cucine, portando con sé il fascino delle forme pure e organiche, predilette dai progettisti. Che possono coniugare, così, ricerca formale, praticità d’uso, costi contenuti. Un’ottima soluzione, come alcuni di loro confessano in queste interviste.

La plastica, comunemente associata a prodotti economici e di poco valore estetico, può darci oggetti di grande fascino se si sfruttano alcune sue proprietà come – in questo caso – la rifrazione della luce caratteristica del metacrilato colorato trasparente. Nel caso di questi vassoi Dune, giocando sulle variazioni di spessore del materiale – liscio sul lato superiore e ondulato su quello inferiore – si è ottenuto un effetto quasi magico di acqua in movimento che sorprende per la sua luminescenza cangiante, capace di conferire ricchezza e grande effetto decorativo a un oggetto semplice ed economico come un vassoio di plastica”. (Mario Bellini).

Le forme non aspirano a una validità eterna, sono rappresentazioni dello spirito del tempo: segnali e simboli. Per tale ragione ci è data la possibilità di sperimentare, intraprendere nuovi percorsi. Una plasticità del divenire. Ho così immaginato una collezione di piccole entità atte a valorizzare il buon cibo e la degustazione tramite nuove forme. Ecco, allora, che le suggestioni estetiche ispirate da una sorta di botanica parallela che contraddistingue ogni pezzo reinterpretano in chiave contemporanea quella plasticità organica già tipica della ceramica. La melamina, impiegata nella produzione di questo progetto, ha reso possibile l’eleganza e la poetica delle forme di Small Entity. La brillantezza delle superfici, gli spessori consistenti ottenibili, la possibilità di colorazione e decorazione consentono soluzioni innovative. Un esempio: la possibilità di sovrastampare un colore ad un altro; caratteristica che ho amplificato nel disegno dei piatti, delle insalatiere, dei vassoi. La melamina è resistente agli urti – un vantaggio rispetto alla ceramica – è sicura e può essere lavata in lavastoviglie. Un difetto? Non è compatibile con i forni a microonde“. (Marco Maggioni).

L’intuizione di Pandora Design, azienda che dal 1998 opera nel mondo del catering per i grandi eventi, è stata di applicare il progetto di design all’utensile temporaneo per servire e degustare il cibo. La plastica, leggera, riciclabile, igienica, ha consentito di creare forme fantasiose e coloratissime di bicchieri, posate, piatti da cocktail, usciti dalla matita dei più originali creativi del panorama italiano e internazionale. Come Matteo Ragni e Kazuyo Komoda, insieme a Giulio Iacchetti e Tommaso Pozzato. L’utensile usa&getta diviene così oggetto ludico in cui predomina il lato ‘leggero’ dell’esperienza conviviale: colore, invenzione, divertimento.

“La cucina e la tavola sono zone altamente creative. La combinazione, anche casuale, dei colori del cibo e degli oggetti da tavola fornisce un’esperienza visiva unica nella sua varietà. Al vantaggio della durabilità intrinseca del materiale plastico, si può aggiungere quello di un design senza tempo. Nella nostra collaborazione con Guzzini lo scopo è di impreziosire questi oggetti di uso quotidiano. Per esempio, sfruttando la qualità ottica del polimero SAN nelle ciotole Gemme abbiamo ottenuto diverse gradazioni di colore. Con il materiale plastico si ha a disposizione un’infinita gamma di colori ed il colore è uno degli ingredienti principali del nostro design. Nella recente installazione “Elements of Production” per il Design Museum di Londra abbiamo esplorato le infinite combinazioni dei cinque colori delle ciotole Gemme ed enfatizzato la trasparenza del materiale plastico. Oggi è disponibile una scelta illimitata di polimeri e tutti offrono diversi plus per il designer: la possibilità di ottenere le forme e superfici più svariate, con i dettagli più accurati e le quantità di scarto più limitate”. (Caterina Fadda).