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La città del futuro: come cambiare le città che viviamo

Palazzi coperti di vegetazione, sensori per dirigere le auto. Cosi potrebbero cambiare le città dove viviamo. In Spagna la ecocity è già realtà. Ecco la top ten dei centri italiani dove si vive meglio.

Le città attuali, dove vive il 50 per cento della popolazione mondiale, sono molto spesso sinonimo di traffico, inquinamento, sprechi energetici, insicurezza. E la situazione potrebbe in futuro peggiorare, visto che, secondo le proiezioni delle nazioni Unite, nel 2050 due abitanti della Terra su tre vivranno in gigantesche megalopoli. «Fra 40 anni nel mondo saranno stati costruiti più edifici di quelli eretti in tutta la storia dell’umanità», calcola l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology. «L’ambiente di vita dell’uomo non sarà più il mondo rurale, ma le aree urbane. Per questo e fondamentale interrogarsi su come si possa avere uno sviluppo sostenibile per le città del futuro, sfruttando la tecnologia per renderle luoghi privilegiati di efficienza e risparmio energetico, di rispetto dell’ambiente e di accessibilità».

Il progetto in Spagna

Urbanisti e informatici cercano di rispondere a questa sfida studiando come rendere la città smart, cioè intelligente. Il termine si riferisce all’applicazione di soluzioni innovative in settori come la mobilità, l’ambiente, le comunicazioni, la produzione e il consumo di energia, al fine di garantire uno sviluppo economico sostenibile e offiire una buona qualità di vita ai cittadini.

In varie parti del mondo si stanno sperimentando sistemi informatici in grado di rispondere a domande del tipo: come regolare il traffico per evitare le code? Qual’è il momento migliore per innaffiare un parco? Quando deve essere raccolta la spazzatura? Le moderne tecnologie, basate su fibre ottiche a banda larga e reti di telecomunicazioni senza fili, possono trasformare le città in “congegni sensoriali” che comunicano i loro bisogni e le loro risposte in tempo reale, attraverso una serie di sensori. In Europa, uno dei più importanti progetti di smart city è Santander, una cittadina spagnola di 180mila abitanti.

Qui è stata installata una rete di 12mila sensori capaci di identificare e segnalare i posti liberi in un parcheggio, ma anche di regolare l’illuminazione stradale e di misurare la qualità dell’aria o il livello di rumore segnalando in quali aree infrangono i limiti consentiti dalla legge. Chiunque può accedere in tempo reale e in modo interattivo via internet o con il cellulare alle informazioni che appaiono anche per le strade su pannelli luminosi.

Pareti vegetali e case hi-tech

Uno dei sistemi per rendere più vivibili le città consisterà nel migliorare l’efficienza energetica degli edifici, per esempio evitando gli sprechi: un risultato ottenibile anche con sistemi molto semplici, come verniciare di bianco le coperture piane per mantenere le case più fresche d’estate o installare pannelli solari termici per l’acqua calda o realizzare infissi ad alta efficienza per evitare dispersioni di calore. Fondamentale e anche la corretta gestione dell’acqua, ottenibile dotando gli edifici di una rete di computer che agisca regolando in modo automatico i consumi eccessivi. Ma non è tutto.

In futuro, gli edifici potranno essere dotati di sistemi telematici connessi con gli ospedali per monitorare le condizioni degli abitanti direttamente a domicilio. Anche un più ampio discorso all’impiego della vegetazione renderebbe più vivibili le città. In Italia ci sta pensando l’architetto milanese Stefano Boeri con un progetto chiamato Bosco verticale: una torre di 27 piani di prossima costruzione a Milano, nel quartiere Isola, con un totale di 1.500 alberi distribuiti su tutti i balconi. L’idea è quella di una “architettura biologica” che attraverso uno schermo vegetale assorba le polveri sottili, filtri la luce solare e crei un confortevole microclima. In Francia lo studioso parigino Patrick Blanc si occupa già da anni di rendere più verdi gli edifici cittadini: poiché spesso i giardini non trovano spazio tra le strade e parcheggi, ha deciso di disporli in verticale, ricoprendo di vegetazione le facciate di interi palazzi.

Le piante, infatti, non hanno necessariamente bisogno di terreno per crescere, ma solo di acqua, ossigeno e anidride carbonica per la fotosintesi clorofilliana. Il problema rappresentato dalla potenza distruttiva delle radici sulle pareti è stato risolto da Blanc molto semplicemente: mantenendole sempre alla giusta umidità, le piante tendono a mantenere le proprie radici in superficie evitando così di penetrare in profondità nella struttura danneggiandola.

Tutte le forme di energia

Le città rappresentano il due per cento della superficie del Pianeta, ma con umano il 75 per cento dell’energia generata dall’uomo. Se si calcola anche l’esplosione demografica prevista dalle Nazioni Unite e il fatto che un terzo dell’energia si perde nel trasporto e nella distribuzione dai centri di produzione, la conclusione e che il modello attuale non reggerà per molto.

Sostenere i consumi energetici delle città del futuro richiederà di costruire super-reti elettriche intelligenti, le cosiddette smart grid: si tratta di infrastrutture capaci di sostenere il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, alimentare nuove generazioni di veicoli elettrici e Sostenere l’aumento demografico. Pannelli solari e pale eoliche non producono corrente in modo costante: se la giornata e nuvolosa o c’e poco vento non lavorano. E’ quindi necessaria creare una specie di griglia intelligente per accumulare i surplus energetici e gestire i picchi di richieste.

Lavatrici sotto controllo

Secondo una ricerca della Piattaforma tecnologica Europea sulle reti elettriche del futuro, si dovrebbe creare una specie di “internet dell’energia”. Non dovrebbe cioè più esistere un flusso unidirezionale di energia dalle grandi centrali verso tutte le utenze, ma una rete estesa in cui ogni nodo rappresenti un consumatore o un produttore, che può essere un qualsiasi cittadino munito per esempio di pannelli fotovoltaici sul tetto. Ogni utente sarebbe dotato di un contatore digitale in grado di comunicare con il resto della rete.

Ciò permetterebbe di gestire più efficacemente i momenti di elevata richiesta energetica grazie a una più accurata regolazione dei consumi. In una casa, per esempio, i potrebbe collegare una lavatrice a una centralina di controllo in comunicazione con la rete, che metterà in funzione l’elettrodomestico solo quando avrà verificato che la richiesta di energia è più bassa. Con una serie di sensori, si potrebbero individuare in tempo reale eventuali guasti o malfunzionamenti della rete elettrica e provvedere all’isolamento della zona interessata evitando che i disturbi si propaghino e altri utenti vengano colpiti da interruzioni di servizio.

La prima ecocity nel deserto

Sta nascendo nel deserto dell’Arabia Saudita, a 15 chilometri da Abu Dhabi, quello che si propone come un modello di perfetta città intelligente: Masdar City. II nuovo centro urbano, che sarà terminato nel 2016 con un budget di 22 miliardi di dollari, ospiterà a regime 50mila residenti e circa 60mila pendolari che saranno occupati nelle oltre mille imprese attive nel settore della green economy che vi insedieranno. Masdar City sarà la prima città del mondo a emissioni zero: completamente auto-alimentata con energie pulite, occuperà un’area di sei chilometri quadrati.

I pannelli solari disposti sui tetti e su un enorme impianto fuori città forniranno l’80 per centro del fabbisogno energetico. Al resto penseranno gli impianti eolici (che sfruttano il vento) e geotermici (che sfruttano il calore terrestre). Più della metà dell’acqua di questa oasi tecnologica sarà depurata e reintrodotta nel circuito che comprenderà collettori per la pioggia, impianti di desalinizzazione e sistemi irrigui realizzati con le acque grigie, quelle generate dalle attività domestiche. La città sarà dotata anche di alcune tecnologie made in Italy, come taxi elettrici concepiti dall’ingegnere Luca Guala. Si tratta di vetture che viaggiano su magneti, a circa 40 chilometri orari, senza bisogno di conducente: basterà digitare la destinazione su uno schermo.

Classifica

Città top in italia…
Le dieci città dove si vive meglio in Italia:

  1. Trento
  2. Bolzano
  3. Pordenone
  4. Mantova
  5. Reggio Emilia
  6. Belluno
  7. Parma
  8. Vicenza
  9. Cuneo
  10. Treviso

Fonte: 13° Rapporto Qualità della vita 2011 elaborato dall’Università La Sapienza di Roma per Italia Oggi

… e nel mondo
Le dieci città dove si vive meglio nel mondo:

  1. Melbourne (Australia)
  2. Vienna (Austria)
  3. Vancouver (Canada)
  4. Toronto (Canada)
  5. Calgary (Canada)
  6. Sydney (Australia)
  7. Helsinki (Finlandia)
  8. Perth (Australia)
  9. Adelaide (Australia)
  10. Auckland (Nuova Zelanda)

Fonte: rapporto dell’Economist Intelligence Unit 2011

ilaria

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.