Ideare casa
Home » Architettura ed Interior » Case in città » Interno ed esterno in contrasto

Interno ed esterno in contrasto

Abbiamo scoperto questo particolare edificio, di una famiglia con due figli nell’area metropolitana di Tokyo, chiuso da una enorme alta barriera, quasi fosse un fortino, di doghe di lamiera. Gli interni sono essenziali ma ricercati, sono tantissimi i pezzi di design: la lampada di Louis Poulsen, le sedie di Charles e Ray Eames per la zona pranzo e una triade Isamu Noguchi/Le Corbusier/Achille Castiglioni per (nell’ordine) tavolino, poltrone e lampada del soggiorno.

casa_due_facce_2

casa_due_facce_3

A sinistra l’affaccio su strada, con la pelle a bande di alluminio tagliata da un grande portone di ingresso in legno massiccio. A destra lo stesso ingresso visto dal cortile interno

casa_due_facce_4

A sinistra l’affaccio su strada, con la pelle a bande di alluminio tagliata da un grande portone di ingresso in legno massiccio. A destra lo stesso ingresso visto dal cortile interno.

casa_due_facce_5

A sinistra un dettaglio degli arredi in legno, a destra la scala sospesa che conduce all’area più riservata della casa.

casa_due_facce_6

Spazi aperti illuminati dalle pareti a vetri sul cortile interno e grande essenzialità: unica concessione, nell’angolo, la lampada Tizio bianca di Artemide.

casa_due_facce_7

L’angolo conversazione, con tavolino di Isamu Noguchi dal catalogo Vitra e divani di Le Corbusier, dalla collezione I Maestri di Cassina.

casa_due_facce_8

A sinistra la sala da bagno al primo piano, pavimentata in mosaico blu. A destra, l’esterno dello stesso bagno che affaccia su una piccola terrazza con rivestimento in legno a doghe.

casa_due_facce_9

La corte interna, vetrata e sagomata in modo da permettere alla luce di penetrare con facilità.

casa_due_facce_10

A sinistra, segno minimo anche per l’altro bagno al piano, con lavabo e mensole squadrate. A destra un dettaglio della vasca free-standing che guarda sul terrazzo.

casa_due_facce

Un altro dettaglio delle doghe che rivestono la casa all’esterno e i due architetti: Masaaki Nakatsuji (Hyogo, 1964) e Masae Nakatsuji Shimizu (Kanagawa, 1967), associatasi nel 2002. La loro architettura punta a costruire relazioni positive con le persone, la società e lo spazio circostante. Numerosi i riconoscimenti attribuiti allo studio. Tra le architetture si segnalano l’ET-Duplex House a Moji, Fukuoka, del 1997, e il Meeting Place of Hneighborhood Association, del 2000. Tra le case unifamiliari, la F-House a Mukonoso (2004), una fortezza minima dal fronte in acciaio. Altro progetto manifesto è la Case#11 OHouse a Katsuradai (2003), un contenitore per l’abitare bianco e asimmetrico aggiudicatosi il secondo premio al Tokyo Gas/Living Design Competition. In tutti le realizzazioni dell’Atelier M, il gioco compositivo fa ricorso a geometrie marcate e volumi elementari. I materiali spaziano dal legno al metallo, dal cemento all’alluminio e al vetro.