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Il galuchat

Pelle di razza e di squalo per i mobili più preziosi del mondo. Nei momenti in cui non era occupata in affari d’alcova Madame de Pompadour patrocinava artisti, uomini di cultura e dettava legge in fatto di stile. La passione per le novità e il lusso la portò a innamorarsi del galuchat, ovvero una pelle pregiata ricavata dalle squame di pesce, del tutto inedita in Occidente a quei tempi. Il galuchat prende il nome del suo inventore, il maestro di concia Jean Claude Galluchat, che per primo trattò e utilizzò questo rivestimento in Europa. In Oriente, per la verità, questa pelle vantava un’antica tradizione: la si utilizzava per foderare impugnature di spade da samurai e strumenti di precisione, ma col tempo quasi se ne perse l’uso.

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Con il nome di galuchat si indicano pelli di vari pesci: razze, squali della Cina e altre famiglie di squali. Tutti però hanno caratteristiche simili: una pelle a grana tonda più o meno fitta e fine, con un motivo particolare sul dorso, molto morbida e resistente, ma abrasiva se non trattata, adatta a rivestire anche piccoli oggetti. Fu nel periodo Art Déco che conobbe il suo splendore. Interi mobili venivano rivestiti di galuchat, abbinato a legni esotici. Ne sono celebre esempio i preziosi mobili anni ’20 firmati dal francese Emile Jacques Ruhlmann.