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Home stager: la nuova figura professionale

Home staging, lanciato da format tv come Extreme Makeover: Home Edition, e il mestiere del momento. Che regala agli spazi abitativi un restyling a cinque stelle.

Il trucco c’è e si vede. Prima: macchie di umidità sui muri, carta da parati strappata, qualche mobile obsoleto buttato qua e là. Dopo ordine, pulizia, pareti immacolate e l’arredo perfetto, quasi “sartoriale”. Merito della bacchetta magica dell’home stager la nuova figura professionale resa famosa in Italia da trasmissioni tv come Venda casa disperatamente, condotta su Real Time da Paola Marella e giunta già alla terza stagione. L’attività da consulente d’immagine immobiliare e relattvamente nuova nel sud Europa, mentre e diffusa ormai da anni nei Paesi anglosassoni. Ecco di che si tratta…

Questioni di look

Per saperne di più abbiamo riportiamo l’intervista dell’architetto Katenna Picasso e Nadia Narchialli, le quali, assieme a Mia Uebel, hanno fondato una delle prima aziende italiane di home staging. «E’ una tecnica di marketing che permette di preparare la casa alla vendita», ci spiega Nadia. «Chi visita un immobile per un eventuale acquisto se ne fa un’idea nei primi due minuti. Per questo è importante dare subito una buona impressione». Aggiunge Katerina: «Noi valorizziamo gli spazi senza grossi interventi, li rendiamo accoglienti e gradevoli, consapevoli del fatto che la decisione di comperare nasce quasi sempre da un colpo di fulmine».

I trucchi del mestiere

Di norma sono le agenzie immobiliari ad affidarsi all’home stager, ma con un aumento dei privati che cercano l’aiuto di un professionista, rivela Katerina. «Per prima cosa bisogna effettuare un sopralluogo. Poi si elimina tutto il superfluo e si ripuliscono accuratamente le stanze. Bisogna stare molto attenti ai particolari: lo zoccolino rovinato, le macchie di umidità, il rubinetto che perde… piccole cose che danno un’impressione negativa».

La luce, la disposizione degli ambienti, l’affaccio: l’home stager mette subito a fuoco i punti cruciali e provvede a rimediare con interventi spesso semplici e poco costosi. Una stanza sovraccarica dà l’impressione di essere angusta e soffocante, mentre l’acquirente potenziale desidera uno spazio che stimoli l’immaginazione. Passo successivo: riarredare. «Bastano pochi mobili mirati per una efficace mise-en-scène. Noi abbiamo un magazzino dove teniamo alcuni arredi indispensabili, altri li noleggiamo. Non facciamo quasi mai lavori di muratura. Se i pavimenti sono brutti, li ripuliamo e li mascheriamo sotto un bel tappeto», conclude Katerina.

La bella notizia è che per lanciarsi in questa nuova professione non è indispensabile essere architetti o arredatori d’interni: bastano buon gusto, tanta passione e un corso ad hoc, per imparare i trucchi del mestiere.

Lavori “in corso”

L’associazione nazionale italiana Stagedhomes organizza a Roma corsi di formazione per aspiranti home stager, mentre Karisma, una delle poche società specializzate in questo settore, propone workshop a Milano. I costi dello stafe si aggirano intorno ai 300 euro e comprendono anche lezioni di fotografia ed esercitazioni pratiche. Inoltre, da quest’anno, Karisma offre un corso base di interior design a 250 euro. Per entrare subito in azione a casa vostra.