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Hackeraggio di mobili, ecco alcuni esempi

Hackeraggio di mobili, rifugio d’autore, alberghi design da 25 euro a notte. Quando l’austerity diventa uno stile.

Che lo stile non richieda molti mezzi l’ha dimostrato anche un architetto del lusso come Charlotte Perriand (1903-1999). Con il Réfuge Tonneau, una capsula mobile per l’alta montagna progettata nel 1936 con Pierre Jeanneret. Si monta e rimonta in fretta, dentro è tutta legno di abete, ha posto per otto persone. In questi giorni il marchio Cassina la ricostruisce al vero al Design Village di via Solari 35, a Milano.

In omaggio a una superdonna del progetto. Ma anche a un design a misura di condizioni impervie. Per le nuove generazioni, il motore dell’essenzialismo si chiama austerity. E spesso favorisce l’ingegno. Il giovane Lucas Mullié della Design Academy di Eindhoven tra una lezione e l’altra gestisce un ristorante bio, serve solo quello che c’è nell’orto, e degli avanzi (conservati con tecniche sperimentali) ha fatto il suo progetto di laurea. Altro esempio, l'”hacking” dei mobili. In pratica, invece di comprare, modifichi quello che hai.

Giulio Iacchetti e Chiara Moreschi l’hanno fatto con uno sgabello-icona di Ikea, trasformato in tavolino. A Spalato, Studio Up ha invece “hackerato” su grande scala. Così un edificio dismesso è diventato il Golly Bossy, ostello design da 25 euro a notte.