Ideare casa

Grand Paris: i 10 progetti che cambieranno Parigi

Il bando lanciato dal presidente Sarkozy per la riqualificazione urbana e periferica della metropoli parigina è una straordinaria occasione di rinnovamento che rappresenta, per la Francia e per la capitale, una nuova opportunità di rilancio e rivitalizzazione. Parigi diventa così un punto di riferimento per il resto delle metropoli europee.

La mitica Parigi fatta di storia, di charme e di vita. La signora delle città francesi. La ville lumière. È anche la ville delle banlieue. Nove milioni di persone distribuite in cittadine satelliti che con un lento processo di espansione si sono congiunte tra loro dando vita a nuclei abitativi informi e mancanti di identità. Ma Parigi non ha voglia di fermarsi. È una città meravigliosa, con i classici problemi delle metropoli dei nostri tempi, ma non accetta di sentirsi senza futuro. Ha voglia di crescere e di cambiare. Non vuole restare imbrigliata in immagini stereotipate. Vuole partecipare al nuovo mondo. Vuole essere una città del XXI sec. Ecco perché Nicolas Sarkozy, il presidente della Repubblica francese, pronto a giocare un ruolo dominante nell’economia europea e mondiale, ha ufficialmente mobilitato dieci equipe di architetti e urbanisti per strutturare dei megaprogetti che ridisegnino Parigi e la sua sconfinata regione.

Riprogettare, ricostruire e ricucire le diverse parti della città cresciute all’ombra di cambiamenti radicali quali il decentramento del sistema produttivo diventa, quindi,un importante progetto per il futuro. La logica dell’integrazione, unica percorribile, riqualificherà le slabbrature lasciate dalle pianificazioni precedenti e, con interventi puntuali, renderà omogenei i diversi tessuti che negli anni si sono creati. Per poter giungere ad una valida ipotesi progettuale, le dieci equipe hanno mobilitato, oltre agli specialisti del territorio, anche sociologi e geografi per avviare una riflessione su come riorganizzare la piccola capitale e la sua affastellata banlieue, la Boulevard Peripherique, vero pot pourri di problemi quali quelli politici e amministrativi o quelli urbanistici e sociali.

Come sarà la regione parigina fra venti o trent’anni, per l’esattezza nel 2030? Architetti e urbanisti hanno risposto in modo diverso. Forse diventerà una megalopoli che si estenderà fino all’estuario della Senna? Conterrà venti nuove città e avrà un tessuto che conterrà grattacieli e terrazze ricche di verde? Qualcuno ha immaginato una metropoli “dei poeti, dei flaneurs”. Altri hanno pensato a un avveniristico treno da costruire sopra il raccordo anulare. C’è chi l’ha pensata come una città “porosa”, una città accessibile e permeabile che dà spazio all’acqua. E c’è chi immagina “venti città durevoli” con non più di 500 mila abitanti. Ci saranno giardini pensili sui tetti e un bosco di un milione di alberi al nord, vicino all’aeroporto. Ma quel che conta è che nella futura Parigi non esisteranno più le banlieue. La “Grande Parigi” sarà la città ideale del post-Kyoto. Ecologica, policentrica, sarà la città-mondo che avrà il suo porto sullaManica raggiungibile in un’ora con una nuova lineaTgv. I lavori dovrebbero iniziare entro il 2012 e già a ottobre sarà presentato un progetto di legge. La Parigi di domani, vista dagli architetti di oggi, sarà una metropoli capace di rivaleggiare con Shanghai e Tokyo. Sarà la città del futuro, lontana dalla museizzazione, sempre attuale e pronta ad aggiornarsi per essere al passo con i tempi.

Da due milioni di abitanti la città passerà a 12 inglobando tutta la regione, per la nascita di una “regione-capitale”. Si tratta dunque di edificare una città nuova a partire da quella esistente. Concetto completamente diverso da quello delle new town. Questo progetto non scolla la crescita di una città dalla storia, ma prosegue con le stratificazioni del tempo e le commistioni di linguaggi architettonici. L’attuale periferia conta molto sui futuri cambiamenti e soprattutto sulla rivoluzione dei trasporti, stanca degli attuali ritardi e continue attese nelle stazioni dei treni e degli autobus. C’è anche chi ha segnalato che Parigi ha un vantaggio unico in Europa: un centro ferroviario ad alta velocità tra Londra e Francoforte che non riesce a raggiungere il suo potenziale a causa della griglia urbana del XIX secolo che mantiene le 2 stazioni Gare du Nord e Gare de l’Est all’interno dei confini della città. E infatti, tra le promesse più prossime alla realizzazione, vi è il miglioramento dei collegamenti dei treni locali Rer, i prolungamenti della metro, il decongestionamento di certe stazioni ferroviarie e un collegamento rapido con l’aeroporto Charles de Gaulle. A noi, dunque, non resta altro che auspicare una scelta dei progetti migliori in nome della futura crescita della città.

1. Trasporti dinamici

Per esplorare la questione metropolitana e la crisi che rappresenta, l’Atelier Christian de Portzamparc sceglie di analizzare i sistemi, i dinamismi e le immobilità urbane attraverso l’osservazione del sistema dei collegamenti che sinergicamente lega centro e periferia e l’identificazione di una possibile forma di crescita rizomatica a partire dai luoghi deputati al trasporto rapido. La metropoli è un’opportunità di modernità, ma rappresenta anche lo spreco di risorse ambientali ed economiche e l’alto rischio di scavare trincee sociali e culturali. Per prevenire il soffocare di questo universo, Portzamparc propone di agire a cominciare dai punti critici del dinamismo economico e della fluidità dei collegamenti. Una strategia mirata a riconciliare gli spazi funzionali su scala metropolitana e gli spazi fisici locali, rispondendo alle domande di gestione sostenibile.

La proposta prevede sei “finestre-progetto” adatte a mostrare situazioni diverse. La finestra “MASSY-SACLAY” è caratterizzata dai problemi di aree frammentate dall’anello esterno; la finestra “ORLY-RUNGIS” incorpora Orly nel sistema urbano meridionale; la finestra “GRIGNY-EVRY” solleva la questione della funzione di arcipelago dell’anello più esterno; la finestra “PANTINBOBIGNY” illustra i diversi modi per convertire il tessuto urbano sedimentato con la rimodellazione dell’impronta ferroviaria e delle zone industriali; la finestra “ROISSY- LE BOURGET” riguarda lo spazio intermedio tra le aree di estensione di Parigi e il centro Roissy, un tessuto urbano frammentato. La proposta complessiva è quella di organizzare queste aree in una città aeroportuale. La finestra “PARIS – NORD” è il cuore del potenziale di sviluppo del rizoma settentrionale: la stazione nord europea.

2. Grande Parigi stimolata

Il progetto dell’Atelier l’AUC sviluppa dei punti di intervento/stimolo chiave per il passaggio dalla metropoli di oggi a quella del futuro. Si parte dalla “metropoli delle condizioni climatiche” con i temi della metropoli post-Kyoto e della diagnosi dell’agglomerato parigino sollevati dalla consultazione internazionale di ricerca sul futuro della Parigi metropolitana. Si sviluppa un nuovo sguardo sulla città contemporanea.

La pianificazione discreta
Parte dalla consapevolezza che la metropoli di domani è già qui, che il fatto metropolitano è prima di tutto un fatto culturale. La storia delle grandi città e metropoli in Europa e nel mondo mostra l’incapacità della panificazione nell’affrontare realtà più complesse. Per questa ragione la pianificazione rimane rilevante solo se “discreta”.

La metropoli ereditata
Quella post-Kioto del XXI secolo è già qui. Non esiste più l’urbanistica dell’estensione, ma l’urbanistica del riciclo. Lo studio si dirige dalla pianificazione verso la stimolazione dei territori metropolitani.

Matrice per una metropoli polifonica e polimorfica
La metropoli è globalizzata. La metropoli del XXI secolo deve essere una costruzione aperta e collettiva, diversa da quella pre-Kioto. La rappresentazione che oppone centro e periferie dovrà essere superata dalle realtà del territorio e dalla pratica degli abitanti. L’AUC propone “La Matrice” per sorpassare l’empasse del piano nei confronti del problema della città metropolitana contemporanea.

La grande Parigi stimolata
Per rendere Parigi una metropoli contemporanea, “l’AUC” propone l’intensificazione di situazioni metropolitane che stimolano ciò che è già presente. Sono spazi funzionali in grado di afferrare in uno stesso oggetto la micro-scala e il dettaglio delle situazioni di ogni giorno così come la scala territoriale e strategica nel suo insieme.

3. Lungo la valle della Senna

Parigi, Rouen, Le Havre, una sola città e la Senna come strada principale. L’equipe Antoin Grumbach & Associes parte dalla considerazione che nel momento della globalizzazione la Francia, che rappresenta solo un centesimo della popolazione mondiale, dispone di una delle più grandi metropoli mondiali. Secondo questa equipe di architetti e urbanisti scegliere la città territorio Parigi, Rouen e Le Havre, non vuol dire fuggire dalle difficoltà dell’Ile-de-France, bensì cercare un nuovo asse di sviluppo nonché prefigurare la giusta strada per una metropoli mondiale del XXI secolo. Il piano impone di ridurre le emissioni che provengono dall’agricoltura, dai trasporti, dai fabbricati e dalle industrie.

Geopolitica
Per continuare a far parte del piccolo gruppo delle città del mondo del XXI secolo, la metropoli parigina dovrà proiettarsi al centro delle principali questioni mondiali tra le quali vi è quella del trasporto marittimo. Ecco perché sarà necessario un efficace polo fluviale come collegamento tra Europa e Atlantico.

La valle della Senna
Alla crescita radiocentrica dell’agglomerato parigino, si è sostituita l’identità geografica della valle della Senna, territorio di una metropoli internazionale. Gli abitanti dei comuni che seguono il fiume condividono lo stesso destino: grandi villaggi segregati a causa dei corsi d’acqua e mancanza di trasporto collettivo. Secondo questo progetto la valle, per la sua vocazione industriale e per la sua posizione geografica, potrebbe favorire la nascita della terza rivoluzione industriale, quella dell’energia verde.

Città natura
L’opposizione ancestrale tra città e natura fa parte del passato. . All’alternanza città, agricoltura, industria, si oppone uno sviluppo diffuso da aggregare più o meno ai villaggi rurali, divenuti villaggi urbani per loro vocazione e loro modo di vivere.

Intrecciare mobilità e territorio
Sia la grande scala, che l’esigenza di solidarietà, richiedono un sistema della mobilità accessibile a tutti e distribuito su tutto il territorio metropolitano.

Mettere il territorio in movimento
Piuttosto che creare dei nuovi livelli amministrativi, vengono ideati progetti comuni. È quindi importante cominciare con azioni a breve termine, capaci di mobilitare organizzazioni pubbliche, partner privati e abitanti della Seine Metropole attraverso esposizioni internazionali, piste ciclabili, interventi artistici su scala territoriale.

4. Una metropoli dolce

Una metropoli compatta e multipolare in cui vivranno 13 milioni di abitanti, questa la considerazione di base dell’Equipe LIN. I punti di partenza sono bellezza, forza economica e valore storico delle aree edificate. Seguendo strategie sostenibili, nel rispetto del protocollo di Kyoto, G. P. M. D. sviluppa 3 concetti bipolari.

Città densa | leggera
Le aree di alta qualità urbana densamente popolate saranno poste vicino a spazi naturali. Un sistema integrato
di “Eco-Stazioni” migliorerà la distribuzione di beni, servizi e informazioni e permetterà un facile accesso allo stile di vita moderno.

Città globale | accessibile
I sistemi innovativi di macro e micro mobilità saranno integrati nel corpo di Grand Paris Metropolis.

Grande Parigi | paesaggi
Sviluppare un sistema-paesaggio che tenga in conto i corsi d’acqua, lo sviluppo di nuovi sistemi di mobilità e l’integrazione di strutture ricreative e residenziali.

5. Quel pari sur Paris

Cosa fare di una città esistente? Quale scommessa, “quel pari”, su Paris? È da questo interrogativo che parte la riflessione dell’Equipe di Jean Nouvel. Il motto scelto sottolinea il fatto che una scommessa sulla città è accettabile solo perché si tratta di Parigi. Nasce così il progetto per Parigi Metropoli Paris basato su una strategia ad hoc in nove punti:

  • Paris sarà assorbita da campi, foreste e valli del bacino parigino. Si recupereranno piantagioni, serre, promenade, e aree di margine dei terreni agricoli.
  • Gli spazi della mobilità non saranno solo funzionali, ma daranno anch’essi l’immagine della città.
  • Le zone industriali saranno riconvertite in appartamenti e luoghi di lavoro. Questa flessibilità produrrà un equilibrio tra luoghi di lavoro e di abitazione e una diminuzione dei tempi di trasporto.
  • I luoghi di incontro, di lavoro e di gioco saranno complementari alle abitazioni.
  • L’impostazione radiocentrica dei trasporti è causa dell’infarto dei collegamenti. La strada giusta sarà: connessioni veloci tra i diversi centri.
  • Sulle interconnessioni principali saranno impiantati i nuovi centri. Paris sarà la capitale delle interferenze.
  • Grazie alle 4 valli Paris si svilupperà in 4 poli competitivi. Siti interessanti attrarranno ricercatori e insegnanti. Tutto avrà una nuova impostazione urbana.
  • La Parigi storica sarà protetta e il suo patrimonio sarà sempre la base per l’attualità. Il grande mito di Parigi si farà sempre più affascinante.
  • L’arte diventerà l’aura parigina. Una città, un’arte da vivere.

6. Una capitale del mondo

L’urbanità va ripensata. Quello dell’equipe dell’Atelier Castro Denissof Casi è un progetto a dimensione sostenibile attraverso la creazione di una civiltà urbana che anticipi l’impegno dell’uomo post-Kyoto. L’analisi geografica ha permesso di individuare 8 entità compatte per una Grand Paris avente un diametro di 40 km, ossia 15 volte più grande di Parigi, e 8 milioni di abitanti. Per ciascuna area, si sono immaginati progetti di grande respiro che ridisegnano il paesaggio, legano la storia e la modernità, l’esistente e l’immaginario.

Questi spazi di deambulazione poetica saranno pianificati e i trasporti fluviali sviluppati. Le proposte relative ai trasporti vigenti riguardano la rottura dell’isolamento dei quartieri più lontani e i collegamenti dei grandi poli di sviluppo grazie a un’altra costruzione di metropolitana aerea sulla A86 o ancora alla realizzazione di una tramvia della Grand Paris. Questo nuovo legame tra abitazioni e luoghi di lavoro assicura una città più umana e più bella: trasporti più fluidi, più rapidi con treni, metro, tram e bus come mezzi che rendono più semplice il movimento e non sono meri luoghi di transito.

Sarà un esempio di riconciliazione tra città e natura: l’impresa consisterà nel preparare intorno alle grandi aree verdi dei bei percorsi ciclabili, così da godere meglio del paesaggio. All’interno della metropoli il verde aumenterà e tutti i giardini e parchi esistenti saranno migliorati per contribuire a loro volta alla poesia della nuova Grand Paris.

I progetti portatori di simboli
L’obiettivo di Roland Castro è quello di inventare un simbolismo dei nostri tempi. Sette luoghi simbolici la cui vocazione è quella di rifondare l’identità repubblicana usando i luoghi dell’immaginario collettivo: un memoriale sul monte Valerien, il Campo Marzio della Repubblica multirazziale alle Chelles (dipartimento della Senna), un Panteon ai piedi di Vitry, la Fiera del mondo multirazziale a Gonesse, l’Ecopianeta sul porto di Gennevillier, il Canale della cultura sull’Ourcq e la Piazza della Grand Paris alla confluenza tra la Senna e la Marne.

La Grand Paris, capitale del mondo
L’ambizione è di fare di Grand Paris un centro di influenza mondiale, un polo di attrazione per i talenti di tutto il mondo. Erede di un patrimonio universitario prestigioso, crocevia di studenti, centro di ricerche e di cultura, la metropoli ha le potenzialità per divenire leader mondiale di valori come creatività, innovazione e sapere. Ma la nuova metropoli potrà divenire anche la capitale del lusso, del design e della moda per iscrivere la metropoli parigina nell’insieme delle metropoli mondiali creatrici di ricchezza. Questo nuovo rapporto tra l’uomo e la creatività potrà essere l’essenza di un nuovo marchio parigino, il “made in Grand Paris”, che esprimerà il valore degli uomini che vi vissero e anche il valore che ciascun cittadino sarà capace di creare in questa città del domani.

7. Una città porosa

Il progetto di città porosa, presentato da Bernardo Secchi e Paola Viganò (studio09) consiste nel valorizzare le stratificazioni dei diversi periodi storici e delle diverse culture degli abitanti della città turistica intra-muros e delle banlieue dando spazio all’acqua e agli scambi biotici. Nonostante l’acqua a Parigi sia importante, l’effettiva capacità della rete idrica non è valorizzata così come non lo sono i rischi di un suo possibile aumento a causa dei cambiamenti climatici. Per questo si ipotizzano delle piattaforme servite da ferrovie e da canali. Luoghi di nuova relazione con lo spazio fluviale che diventeranno di riqualificazione per i fabbricati fluviali. La porosità è allo stesso tempo misura della percentuale di spazi aperti in relazione agli spazi costruiti. La regione ha delle aree coltivate così la città porosa ridisegnerà la relazione tra spazio edificato e aperto. Considerando le strategie di demolizione e ricostruzione come non efficienti dal punto di vista energetico, secondo Studio09 la metropoli del dopo-Kyoto deve puntare a una nuova interpretazione della città esistente.

Quello della città porosa è un progetto di spazio isotropico, accessibile e permeabile. Una maggiore fluidità è conferita alla rete TGV e una maggiore estensione alla rete RER e ai treni regionali, mentre si suggerisce un grande investimento in una rete tramviaria da est a ovest per i collegamenti in questo senso.

8. Progettare una “Paris Plus”

“Paris Plus” significa di più: più ambizione, più ottimismo, più densità, più efficienza, più ecologia e più compattezza. Secondo gli architetti e urbanisti di MVRDV la grande Parigi ha bisogno di una combinazione forte di responsabilità e di ambizione per continuare il proprio sviluppo, restare coerente e sviluppare una coesione che sia la base di un’impresa collettiva volta a fare di Parigi una città esemplare. Il programma spaziale della città propone una serie di 17 interventi a larga scala che si basano sull’analisi del tessuto della città, dei bisogni programmatici futuri e delle possibilità spaziali. Tra le proposte, l’ambizione di rendere Parigi più accessibile attraverso la creazione di una grande stazione centrale a Les Halles, di una densificazione sotterranea del Boulevard Périphérique, dell’aggiunta di una linea metro e di due superstrade, della creazione di un nuovo Grand Axe’s e di una serie di infrastrutture sotterranee lungo la Senna.

Lo spazio liberato dallo spostamento sotterraneo delle infrastrutture verrà utilizzato per un programma abitativo in spazi verdi e vivibili. Altre parti della visione di questo gruppo riguardano gli investimenti nei trasporti, nella natura, nell’educazione, nella coesione sociale e nell’energia rinnovabile. L’insieme di tutti i progetti è volta a evitare l’espansione caotica e a trasformare radicalmente la città in una delle città più dense, compatte e quindi sostenibili tra le migliori europee: “Paris Plus petit”.

Il progetto prevede l’utilizzo del City Calculator©, la versione demo di un potenziale software e strumento web che registra e
quantifica il comportamento e la performance di una città, collega parametri quantitativi e qualitativi, permettendo di confrontare i risultati con quelli delle altre città. I dati prodotti potranno essere così utilizzati come uno strumento di pianificazione sostenibile fornendo una panoramica della ricerca dettagliata sul funzionamento e sulla performance della città. Il progetto prevede anche “le osservazioni”, una serie di articoli sui fondamenti, sulla storia e sui problemi della città.

9. Venti città sostenibili

Governance, trasporti, habitat e clima sono i quattro temi su cui l’Equipe Groupe Descartes suggerisce una strategia. Venti città: affinché la Grand Paris sia il mezzo per creare una metropoli, la proposta è che si costruiscano una ventina di città che insieme comporranno l’area metropolitana. Venti città sostenibili con 500mila abitanti che avranno molti aspetti complementari tra il metropolitano e l’impostazione locale. Abitazioni adatte all’attuale modo di vivere: frenare la tendenza di allontanare gli abitanti. Si propone di ridurre i costi delle proprietà fondiarie così da far mutare gran parte degli espropri cosìddetti intoccabili, e incoraggiare così la densità. 1/2ora al giorno per gli spostamenti: ridurre il tempo e i costi degli spostamenti. Ridurre l’inquinamento e il consumo energetico e le distanze. Si sa che la distanza domicilio/lavoro è la causa principale della segregazione sociale. -2°C: con il Meteò France si è giunti all’ipotesi della rigenerazione totale delle foreste e dei corsi d’acqua. Un’operazione costosa ma semplice che contribuirà a ridefinire il paesaggio. La natura sarà una frangia della città e fornirà la materia prima per la città sostenibile.

10. Il futuro in 10 punti

Il progetto dell’Equipe Rogers Stirk Harbour + Partners si articola in dieci punti programmatici:

  • Ristrutturare l’autorità metropolitana in Ile-de-France;
  • Costruire Parigi su Parigi “la città compatta” obiettivo contemporaneo.
  • Completare la rete di trasporti metropolitani. Promuovere una rete tangenziale che colleghi i poli e la “Première Couronne” e un nuovo collegamento TGV verso ovest.
  • Creare una Parigi metropolitana policentrica all’interno della “Proche Couronne”.
  • Creare comunità bilanciate: un piano di azione sociale con interventi e investimenti orientati alle zone svantaggiate della città.
  • Riequilibrare l’economia regionale con la distribuzione di nuove tecnologie verdi e occupazione nella regione.
  • Superare le barriere fisiche della città: quelle occupate dalle ferrovie devono essere cancellate e trasformate per produrre un tessuto urbano permeabile.
  • Creare una rete per gli spazi aperti per limitare l’espansione della città, una rete di corridoi ecologici che colleghino gli spazi naturali della regione con il cuore della città. 9. Ridurre l’impronta della Parigi metropolitana sull’ambiente: un nuovo approccio metabolico per ridurre, riutilizzare e riciclare risorse.
  • Investire in design di alta qualità. Spazi pubblici ben concepiti e ben mantenuti devono essere al centro dei diversi quartieri. Saranno le basi per un’integrazione sociale.

ilaria

Ciao, sono Ilaria e ho lanciato Ideare-Casa.com nel 2008 come un piccolo blog di interior design, dopo essere diventata mamma di una bellissima bambina. Ho aperto il blog per documentare la mia passione sul design, segnalare prodotti e raggiungere le persone che hanno la mia stessa passione per l'arredo di interni.