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Fotovoltaico, geotermia e biomasse

Un vero boom per l’energia solare ed iniziano a diffondersi anche le altre energie alternative.

Il boom del fotovoltaico è sotto gli occhi di tutti, ma oltre all’energia solare ci sono soluzioni alternative che si stanno affermando. Utilizzata già migliaia di anni fa in Cina e nell’antica Roma per scaldare ambienti ed acqua calda, l’energia geotermica è una fonte di energia naturale che consente di riscaldare o climatizzare ambienti interni senza l’apporto di climatizzatori e condizionatori.

Un buon impianto geotermico consente un forte risparmio sulla bolletta e rende praticamente trascurabile l’inquinamento ambientale. L’idea è quella di sfruttare il calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre: l’energia prodotta dal terreno è pressoché gratuita ed inesauribile. In alcune zone la temperatura del sottosuolo è più alta della media: in queste zone l’energia può essere convogliata verso apposite turbine per la produzione di energia elettrica mentre il calore sprigionato dai vapori può essere riutilizzato per il riscaldamento.

Questo tipo di energia ha ultimamente molto attratto i bioarchitetti e sempre più nuovi edifici hanno ora un piccolo impianto di minigeotermia in grado di sfruttare il calore del sottosuolo sia per riscaldare che per rinfrescare gli appartamenti. I vantaggi non sono affatto pochi: energia sempre disponibile e pulita, indipendenza da gas e petrolio, nessuna manutenzione (anche perché non c’è nessun tipo di combustione), risparmi fino all’80%.

Il costo dell’impianto è ancora un po’ elevato, ma è certo che nei prossimi anni assisteremo ad una forte diminuzione dei costi. Ma come funziona una centrale a biomassa? Il funzionamento è analogo a quello di una centrale a gasolio o a gas. L’unica differenza sta nel combustibile e nel relativo sistema di alimentazione. Le centrali a biomassa, infatti, necessitano di un serbatoio accessibile e il trasporto è affidato a coclee e motori, mentre i combustibili liquidi quali il gas metano o il gasolio necessitano più semplicemente di un tubo o una pompa. Il compito principale di un impianto è quello di produrre energia termica, energia che negli impianti inferiori a 3MW è convertita in acqua calda per il riscaldamento. Tramite reti di distribuzione, gli apparecchi producono calore subentrando agli impianti esistenti tradizionali o a metano.

Oggi, una caldaia a biomassa che lavora a potenza normale ha una temperatura dei gas di scarico inferiore ai 150° C per arrivare addirittura a 80°C con combustibile derivato quali pellet o mais. Inoltre, il prodotto di risulta dalla combustione è cenere, un rifiuto assolutamente non tossico.