Cosa sono i pappataci e come eliminarli

Cosa sono i pappataci e come eliminarli

I pappataci sono minuscoli insetti silenziosi simili alle zanzare, ma decisamente più aggressivi, che nel periodo estivo iniziano a svolazzare nelle nostre case e nei giardini in cerca di vittime da poter pungere.

In questo approfondimento vedremo cosa fanno, i rimedi contro le punture dei pappataci e come fare una disinfestazione efficace.

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Pappataci i moscerini che pungono: cosa sono

Pappataci, praticamente “pappa e taci”, invece vuol dire che pungono uomini e animali, per nutrirsi di sangue, facendolo in modo così silenzioso che ce ne accorgiamo solo dopo essere stati punti. 

Se guardi le foto di un pappatacio vedrai che è simile alla zanzara, con un apparato boccale lungo come una proboscide, perfetto per succhiare il sangue dalla loro vittima, occhi grandi e neri posti ai lati della testa di forma allungata. 

Le immagini dei pappataci ce lo mostrano avvolto da una leggera peluria, anche sulle ali che hanno una forma di V. Gli adulti hanno sei zampe estremamente lunghe, più del corpo dell’insetto. 

Si nutrono durante il crepuscolo e la notte. In alcuni casi attaccano di giorno se vengono disturbate mentre riposano, ma fondamentalmente odiano la luce. Alcuni insetti muoiono esposti ai raggi del sole. 

Dove vivono i pappataci

I pappataci vivono in tutte le aree vicine le coste, dove caldo e umidità ne consentono la sopravvivenza. Con il riscaldamento globale si stanno diffondendo notevolmente anche in altre zone. 

Riposano durante le ore diurne all’interno della casa, nei posti più umidi e bui o nelle crepe dei muri, nei buchi degli alberi secchi, nelle fognature, soffitte, scantinati, cucce degli animali domestici. Prediligono i posti caldi e umidi al buio, per questo, unito al fatto che sono minuscoli e silenziosi, è molto difficile scovarli. Non si allontanano troppo dal luogo in cui vivono, anche perché non sono in grado di volare controvento. Le femmine in cerca di sangue volano compiendo una distanza massima di 2 km.

Le femmine adulte dei pappataci depongono circa 30-70 uova in luoghi umidi, come terreni dove sia presente la materia organica di cui si nutrono le larve: muffe, foglie, rifiuti. Le uova si schiudono normalmente circa due settimane.

Pappataci e zanzare: differenze

I pappataci sono silenziosi e molto più piccoli delle zanzare. Come le zanzare si nutrono di sangue e sono attivi a partire dai primi caldi primaverili fino a tardo autunno. Hanno solo due ali invece di quattro e le femmine dei pappataci sono ematofaghe, ovvero si nutrono di sangue, ma i maschi no. Sia i maschi che le femmine, però, consumano sostanze nutritive legate allo zucchero che provengono dal nettare delle piante. Le femmine devono succhiare il sangue prima per essere in grado di far sviluppare le uova. Le larve si nutrono di detriti organici.

Punture di pappataci

In generale, le punture di pappataci femmina sono molto dolorose e pruriginose. Le femmine pungono uomini e animali, in quanto hanno bisogno di certe proteine contenute nel sangue per svilupparsi e deporre le uova; quando lo fanno rilasciano nella vittima una sostanza anticoagulante tramite la loro saliva, che attiva il sistema immunitario e il rilascio di istamina. Le immagini delle punture dei pappataci mostrano reazioni cutanee di forma eritematosa, rosse e gonfie, dovute alla reazione del rilascio della loro saliva.

I pappataci sono responsabili di molte malattie, che possono minacciare la salute umana e animale in modo grave. La leishmaniosi è sicuramente la malattia trasmissibile dai pappataci più conosciuta. Parassiti entrano nell’insetto attraverso la puntura ad animali infetti e poi li trasferiscono a umani e animali sani.

  • leishmaniosi viscerale: è la forma più grave e può portare alla morte, soprattutto nei cani. Coinvolge organi come fegato, milza, midollo osseo e altri;
  • leishmaniosi muco- cutanea: colpisce mucose e cute, lascia lesioni a livello orale e del naso;
  • leishmaniosi cutanea: la più diffusa che provoca lesioni e ulcere sulla pelle dove c’è stata la puntura dei pappataci, fino a infettare l’interno. Le cicatrici possono restare a vita;
  • Febbre da pappataci: dura dai 3 ai 4 giorni, con temperatura alta, dolori addominali, mal di testa e brividi.
  • Meningiti, meningoencefaliti, encefaliti scatenate dal virus Toscana.

Rimedi per le punture dei pappataci

Un rimedio naturale per evitare di essere punti è mangiare alcuni alimenti, come peperoncino o aglio.

Ma esistono altri rimedi naturali per le punture dei pappataci, come:

  • Oli essenziali come il tea tree oil e l’olio di neem, che aiutano ad alleviare il prurito;
  • olio essenziale di geranio: oltre alla pianta, anche l’olio risulta sgradito agli insetti e riesce a tenerli lontani. Si può applicare sulle punture o come prevenzione; 
  • aloe vera: antisettico, antibatterico e antinfiammatorio. Si può spremere il succo o il gel direttamente sulla puntura, donerà un immediato sollievo favorendo anche la rigenerazione cellulare;
  • allume di potassio: lenitivo e calmanti. Ottimo per il dolore, facilita la cicatrizzazione. Basta inumidirlo e passarlo leggermente sulla zona dove siete stati punti;

Per i cani l’unico rimedio è vaccinarsi, anche se esistono repellenti in commercio, sia per loro che per uomo, in grado di tenere lontani i pappataci.

Come eliminare i pappataci

La presenza di pappataci richiede una disinfestazione fatta da professionisti, con un sopralluogo di tecnici esperti che dovranno studiare prima la situazione, poi farla nei focolai, assicurandosi che non vi siano in giro animali domestici.

Nei piccoli ambienti si può cercare di ovviare con il ricambio d’aria e illuminando bene le stanze, per non rendergli la casa ospitale.

Si possono usare, inoltre:

  • spray insetticidi facendo attenzione ai gatti, i composti sono tossici per i felini;
  • lampade UV;
  • prodotti che eliminano uova, larve e adulti;
  • zanzariere, ma non da zanzare bensì con trame molto più fitte, o riuscirebbero a passare;
  • stuccare fessure nelle pareti o sotto i mobili a muro;
  • tenere sempre puliti sia gli interni che gli esterni;
  • areare e pulire bene le cucce degli animali, mettendo dentro un panno in fibra naturale, come il cotone;
  • sistemare in giardino o sui balconi piante come citronella, rosmarino, timo, basilico melissa, gerani. Evitare ristagni d’acqua sotto i vasi e fogliame lasciato a marcire.

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