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Una casa in montagna tra edilizia rurale e modernità

Esigenze cittadine in abitazioni rurali. Il ritorno nei vecchi borghi natii propone nuove problematiche. Le necessità sono diverse, i desideri pure. Nelle ristrutturazioni delle costruzioni tradizionali si deve giungere a compromessi. A Canejan, in Catalogna, la soluzione trovata da Eduardo Cadaval e Clara Solà-Morales è incisiva e innovativa.

L’architettura contemporanea e quella rurale. Due mondi completamente diversi, forse anche antitetici. E quando i due mondi si incontrano, si ridà senso a una cultura del costruire oramai scomparsa. Si ripensano gli spazi, si cercano materiali nuovi, del luogo o comunque non stridenti con esso. Si rigenera l’esistente. Si attualizza quell’intesa, quell’integrazione che queste architetture solitamente creano con il paesaggio che vi gravita intorno. Lo studio CA-SO di Eduardo Cadaval e Clara Solà-Morales ha affrontato questo tema sui Pirenei, in Spagna, a Canejan, ai confini con la Francia, nella Valle d’Aran in Catalogna.

Il paese è piccolo, ha circa 100 abitanti, e i manufatti edilizi sono realizzati con materiali quali legno, pietra, terra e poco altro, quasi sempre reperiti sul posto. «Questa casa rappresenta il nostro primo lavoro – hanno dichiarato su domusweb.it Cadaval e Solà-Morales – ma la sua realizzazione ha richiesto un tempo così lungo che progetti successivi sono stati completati prima. L’abitazione si è dimostrata una sfida fin dal principio. E se un progetto in una zona isolata dei Pirenei è sempre complicato, sia in termini di tecniche costruttive sia di regolamenti, risolverlo da lontano ha reso il compito ancora più difficile».

L’edificio apparteneva alla tipologia edilizia con la muratura in pietra a secco, ed era completamente realizzato con una tecnica tradizionale tipica della zona. Tutto ciò donava al manufatto un grande valore tettonico – sintattico. L’edificio infatti si presentava massiccio, compatto e con piccole aperture. Ma così come era stato costruito in origine non permetteva di godere dello splendido panorama sulla valle. Valore che ovviamente all’epoca della costruzione era decisamente relativo, ma che oggi risulta essere quasi fondamentale, in particolar modo per una seconda casa, pensata come luogo di riposo e relax, per conciliarsi con se stessi e con il mondo. «I committenti – continuano Cadaval e Solà-Morales – sono un prestigioso scienziato spagnolo e i suoi figli, una coppia di giovani studiosi molto promettenti. Sognavano un luogo in cui l’intera famiglia potesse riunirsi, un luogo appartato in cui poter studiare e scrivere nei momenti in cui non si trovavano a viaggiare per il mondo».

E cosa può essere più ristoratore di una bella vista su due valli poste tra le alture tipiche dei Pirenei. «Il processo di progettazione si è dimostrato essere la parte più semplice: abbiamo cominciato a lavorare verso la fine del 2003 e, a metà del 2004, avevamo già preparato il progetto esecutivo. La concessione dei vari permessi ha ritardato l’inizio dei lavori, cominciati nel 2006. Durante il cantiere abbiamo dovuto fare i conti con il clima, è infatti possibile lavorare solo per otto o nove mesi all’anno. All’inizio abbiamo faticato anche per trovare un modo di trasportare i materiali fino in cima al monte».

La scelta dello studio dunque è stata quella di rinforzare i vari punti delicati, cioè soggetti a schiacciamento e a presso flessione, i tipici problemi delle tecniche di costruzione tradizionali. Lo studio CA-SO lo ha fatto servendosi principalmente di alcuni principi appartenenti all’architettura contemporanea. Consapevoli che le modifiche previste avrebbero apportato dei trasferimenti di carico a parti murarie adiacenti hanno risolto il problema creando due nuovi elementi verticali portanti che contengono i corpi scala e i servizi su cui vengono scaricate gran parte delle spinte orizzontali originate dai nuovi interventi. Per sfruttare al meglio la posizione dell’abitazione, sono state realizzate, nelle murature, delle nuove aperture che consentono alla luce naturale di infiltrarsi fino al living e nella sala da pranzo, poste in una posizione più interna.

L’involucro esterno è rimasto inalterato, almeno nella forma, mentre gli interni sono stati divisi così da garantire anche l’indipendenza alle due unità abitative che vi sono state ricavate. Due unità, all’occorrenza indipendenti, ma comunque strettamente legate tra loro. Ciò che maggiormente connota l’edificio è il tetto spiovente: una delle falde pur mantenendo l’impostazione della struttura originale ha dei tagli di vetro che offrono la vista su una parte dei monti.

L’altra, quella rivolta verso la vallata, asseconda la nuova organizzazione spaziale, difatti diviene più corta e ha una pendenza diversa che ospita nella parte più bassa una serie di finestre a nastro che illuminano tutti gli ambienti dell’ultimo piano. Questo stesso piano è anche illuminato da un’ampia superficie vetrata posta su uno dei lati corti dell’edificio che si affaccia sul paesaggio antistante. L’ampio uso di finestre sia a tutt’altezza che a nastro denuncia una rilettura contemporanea dell’abitazione di montagna, mentre gli interni, nella loro semplicità essenziale, sia per ciò che concerne gli arredi sia per ciò che riguarda la distribuzione stessa degli ambienti, propongono una visione di abitazione lontana dalla tradizione di campagna ma molto vicina all’idea che solitamente dà un edificio cittadino.

Architetti
Studio CA-SO di Eduardo Cadaval e Clara Solà-Morales

Progetto
Casa Guinovart Florensa

Luogo
Canejan, Vall d’Aran, Catalogna

Collaboratori
Mariona Viladot, Alex Molla, Pernilla Johansson

Lavori
2004 – 2010

Superficie
350m2

Ingegneria Strutturale
Carles Gelpí Arquitecte