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Bambù, il legno ecologico

Il bambù è la pianta con la crescita più rapida al mondo e, lavorata adeguatamente, può sostituire senza problemi il legno. Ecco perché il bambù è sempre più utilizzato, anche nel campo del design.

Materiale tradizionale dei mobili orientali, nei quali viene impiegato a canna intera o in sezioni curvilinee, il bambù sta rapidamente acquistando popolarità anche nel mondo dell’architettura e del design. Ne è un esempio il nuovo Terminal 4 dell’aereoporto di Madrid, che porta la firma del rinomato studio inglese ondulata è rivestita interamente da un controsoffitto in lamelle di bambù. A ribadire l’attualità del materiale, che non stona neppure abbinato alle tecnologie più sofisticate, ci ha pensato il colosso informatico Asus che lo ha usato per costruire il telaio di un innovativo modello di computer portatile ecologico.

Come si spiega tanto rinnovato interesse per un materiale che in Asia vanta una tradizione plurisecolare sia nelle costruzioni che nell’arredo? Tutto merito della tecnologia, che nell’ultimo decennio ha permesso di lavorare il bambù in modo da ricavarne dei listelli rettificati: queste striscie si possono poi impiegare di piatto, con il nodo della canna a vista, oppure di costa, ottennendo un effetto rigato e più omogeneo. Più duro del rovere, dotato di ottima stabilità e facilmente reperibile, il bambù è così diventato in poco tempo un’alternativa appetibile al legno, tanto più che costa decisamente meno e si riproduce spontaneamente nel giro di cinque o sei anni.

Nell’arredamento viene utilizzato principalmente per realizzare parquet, finiture impiallacciate e pannelli per mobili e porte.

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