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Architetto, designer, scultore… ricordando Angelo Mangiarotti

Tavoli in marmo Eros, del 1971. Prodotti da Brambilla, poi Skipper, quindi Cappellini, prendono il nome dal sistema di incastro (maschiofemmina) di gamba e piano. Equilibri e sistemi di giunzione sono sempre stati per Mangiarotti oggetto di ricerca approfondita.

A sinistra, lampada in vetro soffiato Lesbo, 1966, Artemide. La sfumatura del vetro maschera la sorgente di luce. A destra, orologio Secticon, 1956, produzione The Universal Escapement, poi Klein & More. Da notare lo spessore dei numeri sul quadrante, che aumenta progressivamente in senso orario.

In basso a sinistra, padiglione per esposizioni alla Fiera del mare di Genova, 1963. Per la pensilina, fogli di lamiera dello spessore di 2 millimetri tesi su una struttura reticolare centrale. In alto, uffici Snaidero a Maiano del Friuli, un progetto del 1978. A sinistra, edificio per appartamenti a Monza (Milano), 1971. All’utente veniva lasciata la libertà di scegliere i tamponamenti esterni. La scelta era tra pannelli ciechi, serramenti in legno o logge.

Lavabo Lito 2, disegnato nel 2003 per Agape. La serie comprende tre modelli, tutti in marmo bianco di Carrara. Qui la colonna è scolpita in modo da acquisire slancio e leggerezza. La forma sinuosa della conca è studiata per facilitarne l’utilizzo.

Prototipo di televisore portatile per Radiomarelli, 1966.