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Appartamento tra il moderno e il classico a Lione

Duecento metri quadrati nel centro di Lione. Soffitti alti, boiserie, pavimento in parquet a lisca di pesce e camini d’epoca sono il sogno di ogni agente immobiliare in cerca dell’appartamento perfetto. L’ha scovato Claude Cartier, Interior Designer con vent’anni di esperienza e due boutique nelle vicinanze. Situata nel secondo arrondissement, conosciuto per i suoi negozi di antiquariato, moda e design, è la tipica abitazione di metà ‘800 che Claude ha ristrutturato mantenendone intatto lo spirito e arredandolo con pezzi di assoluta contemporaneità. “Non volevo trasformarla in un finto loft, quindi mi sono limitata ad alleggerirla, conservando alcuni elementi classici che ne hanno preservato le caratteristiche di fondo“.

Perfezionista, appassionata del design italiano, Claude Cartier ha uno stile che mescola tradizione e avanguardia, con un tocco anticonvenzionale. Non stupisce quindi la scelta di accostare poltrone dal forte segno grafico a sculture africane, o il desiderio di conservare una vecchia scala, che conduceva a un piano superiore e ora non porta da nessuna parte, trasformandola in un’opera d’arte grazie alla citazione della giornalista Florence Aubenas, che riprende le parole di Ingrid Betancourt durante la sia prigionia: “Ascolta bene… questa è la storia di una donna, che alla fine vince“.

L’intero appartamento è stato trasformato in uno spazio da vivere in libertà. “Amo cambiare spesso l’immagine della mia casa, che è sia il luogo dove ospitare gli amici, sia la cornice ideale per incontrare i clienti più importante e mostrare loro le ultime novità“.

LE FOTO DELL’APPARTAMENTO A LIONE

Linee pulite, colori puri, una grande attenzione per tessuti e materiali: questa la cifra distintiva dello stile di Claude Cartier. La sua voglia di sperimentare, mescolando elementi spesso contrastanti, si esprime negli accostamenti audaci che caratterizzano il soggiorno, in cui il maestoso camino in marmo dialoga con arredi di segni e opere d’arte contemporanea, o la sala da pranzo, dove il grafismo del tavolo Synapsis di Jean-Marie Massaud e delle sedie Como, disegnate da Piero Lissoni, si contrappone alla rassicurante eleganza di boiserie e parquet, tipici elementi delle dimore ottocentesche.

Nella zona notte, i colori accessi scelti per l’area riservata alla figlia spezzano il rigore cromatico del resto della casa. Nella stanza padronale, torna il binomio bianco e grigio grafite dell’involucro, in sintonia con le geometrie quasi avveniristiche dei pezzi di design: il letto di Jean-Marie Massaud, la poltrona di Alfredo Haberli per la lettura e la lampada ultramoderna.

Per ammorbidire l’insieme, Claude ha scelto due pouf sferici disegnati dall’olandese Liset van der Scheer in lana tricottata e un soffice tappeto proveniente dalla Mongolia. Questo cocktail di colori neutri e tinte accese, di elementi morbidi e di classicismo, contrapposti al design più attuale, donano all’appartamento uno stile perfettamente riuscito.