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Appartamento minimalista in vetro a Mosca

Quello che vediamo in questo post è un appartamento dove il vetro e il legno sono protagonisti indiscussi, una scatola trasparente sui tetti di Mosca. Andrei Savin, l’enfant prodige dell’architettura russa, ha progettato per la propria casa un involucro vetrato in cui tutto sembra fluttuare in una luminosità quasi acquatica. La luce è ovunque. L’arredo degli interni è al minimo.

Pochissimi i riferimenti agli elementi canonici della casa. Un arredo scarno, ridotto all’essenzialità: camino, tavolo, letto, divano sembrano posizionati come in una mostra d’arte e dove l’illuminazione per ogni singolo oggetto mette in risalto l’oggetto stesso. Anche l’uso dei materiali è straordinario: il marmo, l’acciaio, il mattone e il calore del legno si sposano, ognuno a modo proprio, con la luce e lo spazio che sembra dilatarsi tra il muro, soffitto e il pavimento.

Vetro, acciaio, pelle, marmo. Ogni materiale, sia lucido che opaco, è sapientemente scelto per la sua diversa capacità di reazione alla luce che filtra dall’esterno e dall’alto.

Dettaglio di un angolo del living. In primo piano: lampada da terra Fortuny di Pallucco.

All’angolo opposto, a contrastare l’evanescenza del vetro, il volume purissimo del camino, reso vibrante dal rivestimento in mattoni.

Ancora un scorcio della zona living. Il vetro è il vero protagonista dell’ambiente. L’essenzialità degli arredi amplifica l’effetto di rarefazione delle superfici trasparenti. Di grande effetto la scala spiraliforme il cui segno importante è reso leggero dalla immaterialità dei gradini in vetro.

Volumi puri e superfici traslucide che fungono da armadi contenitori caratterizzano la cucina. La funzionalità è affidata all’isola attrezzata che contiene fuochi e lavelli.

Dettaglio della scala in acciaio e vetro sabbiato che conduce al di sopra della copertura in vetro blindato della zona living. Dettaglio dello sbarco della scala. Grande attenzione è riservata agli aspetti tecnologici e costruttivi della struttura in acciaio.

Scorcio del secondo livello della casa. La proprietà riflettente dei materiali utilizzati, unita alla sorgente di luce dall’alto sembra annullare la fisicità dell’involucro. Qui pareti e pavimenti sono completamente in vetro.

La struttura a vista in acciao delle pannellature in vetro e la mancanza di qualunque concessione alla decorazione si sposa perfettamente con la lampada da terra Toio prodotta da Flos e disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962. Riproposta qui in versione bianca.

Niente trasparenze nella camera da letto. Qui regna la privacy. Pochi e selezionati i materiali: legno, vetro sabbiato e intonaco bianco. Unico arredo il letto. Per l’illuminazione: un taglio orizzontale sulla boiserie.

Funzionali e rigorose le pannellature in vetro sabbiato che costituiscono il guardaroba della zona letto. Perso il ruolo di rivestimento architettonico, il vetro diventa elemento di arredo.

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