Appartamento a Milano: quel tocco folk che spiazza

Quando l’architetto Giuseppe Guassardo ha visitato per la prima volta questo appartamento si è trovato di fronte a una coppia di soffitte di stampo decisamente bohemienne.

Non era mai stato fatto nessun intervento di effettiva ristrutturazione” commenta “chi ci abitava aveva lo spirito di un personaggio d’altri tempi uscito dalla penna di Eugène Sue piuttosto che di Charles Dickens“. I committenti dell’architetto, una coppia di professionisti napoletani, avevano tutt’altra idea a proposito: volevano creare un unico appartamento da sfruttare come un pied-a-terre visto che si trovava in corso Como, uno dei punti nevralgici della Milano dello shopping, a due passi da Brera e poco distante dal Quadrilatero della moda, da sfruttare soprattutto nei periodi meno caldi, quando Milano mostra il suo volto più vivace e metropolitano.

L’operazione di restauro non è complessa ma richiede una certa esperienza a cui Guassardo è piuttosto avvezzo essendo da anni un operatore del settore immobiliare nonché architetto progettista che lavora soprattutto in zona Garibaldi dove le case sono, al novanta per cento dei casi, in palazzi d’epoca in cui si deve intervenire con un recupero il più possibile conservativo. “Non avevo scelta: per dare un senso compiuto alla casa ho dovuto eliminare tutti i disimpegni e ripensare alla pianta. Abbiamo creato un cuore, la cucina con un bancone centrale. Da qui, grazie a un gioco di prospettive, si può comprendere tutta la casa: il salotto con la zona pranzo ampio e luminoso, la camera da letto, il bagno padronale e la camera per gli ospiti dotata di un bagno a sé“.

Parola d’ordine: luce e ancora luce. “Le mansarde sono deliziose ma hanno un’innegabile limite, il tetto che ‘ruba’ lo spazio alle pareti. Così ho pensato che per creare un ambiente omogeneo avrei dovuto lavorare su un unico colore, il bianco“. Bianco il controsoffitto, come le pareti, le travi portanti e il pavimento passato da una resina lucida che enfatizza ulteriormente lo spazio. Per gli arredi, la coppia si orienta verso uno stile semplice anche se con qualche tocco di ricercatezza. I mobili per esempio, dal letto alle armadiature tutte realizzate sono stati progettati da Costanza Algranti, un’artista designer che lavora recuperando con legni riciclati. Un tocco partenopeo di folklore è dato (seppur con parsimonia) dal divano viola melanzana del salotto, dalle poltroncine patchwork acquistate da Rossana Orlandi insieme alla divertente testa di toro realizzata a mezzopunto.