Vanity Fair: la vera Poltrona Frau

Vanity Fair di Poltrona Frau ricalca fedelmente il modello originale, nato nel 1930. Allora non aveva un nome, ma solo un numero: 904. Usciva dalle mani di Renzo Frau, garzone di bottega di un tappezziere di Torino. Vanity è considerata l’archetipo della poltrona moderna, prodotta in un colore inusitato, prima e vera trasgressione nel mondo dell’arredamento, caratterizzata dalla linea arcuata e da quel filo di chiodini rivestiti in pelle, che percorre senza interuzzione schienale e braccioli. Oggi è diventata un oggetto simbolo: possederla, però, non è sintomo di lusso ostentativo, ma di quello vero, che dura nel tempo.

Se per caso la vecchia zia te l’ha lasciata in eredità, puoi farla restaurare nella sede di Tolentino, poiché i materiali sono contrassegnati con dei codici identificativi, che aiutano a risalire anche alla data di produzione.

poltrona-frau-vanity-fair

La giornalista Emanuela Cavalca ha seguito la creazione di una poltrona Vanity Fair, perché dove viene prodotta, cioè a Tolentino, non esiste una catena di montaggio, ma solo veri artigiani di questo meraviglioso prodotto di arredamento made in Italy.

Come scrive la giornalista Cavalca questo prodotto ha due protagonisti: l’uomo e la pelle. Perché la “pelle Frau” è un marchio registrato, frutto dell’esperienza e della collaborazione con le migliori concerie del distretto vincentino.

Ora vediamo una sintesi dei 5 punti annotati, sempre dalla Cavalca:

  1. La prima fase prevede il fissaggio delle cinghie di iuta allo scheletro, cinghie che vengono intrecciate tra loro per creare la base del molleggio.
  2. Ogni molla è legata e tirata a mano, con corde di iuta. Sulla seduta si applica poi un pannello di crine, mentre i braccioli e lo schienale sono imbottiti da crine vegetale.
  3. Per rivestirla si userà solo la parte più nobile della pelle, il “pieno fiore”.
  4. Segue l’inchiodatura lungo i bordi: 275 chiodini, rivestiti anch’essi in pelle, sono inseriti abilmente con quattro colpi di marteletto.
  5. E’ necessario un puntiglioso controllo finale, solo al termine del quale Vanity Fair viene considerata adatta a uscire dalla fabbrica verso la sua destinazione.