Shopping di lusso all’ex cinema Excelsior

Lo spazio dell’ex cinema Excelsior, nel centro di Milano, si e trasformato in uno scenografico centro multitasking per lo shopping di lusso. Con la regia di un divo del design: l’architetto francese Jean Nouvel.

Come al termine di un film, in sala si riaccendono le luci. Ma nell’ex cinema Excelsior di Milano lo scenario e diverso: al posto di poltrone di velluto e pareti ovattate. Un mega store su quattro piani, più una “food hall” nel seminterrato, per un totale di 4.000 metri quadri dove trovare moda, design, un ristorante e un bar. A curare il progetto di Excelsior Milano, centro dello shopping di lusso che fa capo al gruppo Coin, l’architetto francese Jean Nouvel, che ha rispettato in pieno la storia del luogo.

Architetto, come ha rievocato lo spirito del vecchio cinema?

Con il rosso, un colore ricorrente nelle sale da spettacolo. Usato per il bar. E poi con le balconate tra i piani, che rimandano ai palchi di un teatro e i numerosi schermi a led su cui scorrono immagini di film visibili dall’esterno.

Gli altri volumi puntano sul grigio …

E la facciata e quasi invisibile, grazie a materiali come ii vetro o l’acciaio cromato delle lame, tutte orientate in sensi diversi. Credo sia ii modo migliore per giocare con la luce.

Come legare l’interno con l’esterno?

Con gli archi, che carattenzzano i vari ingressi alla Galleria del Corso e che dentro l’Excelsior sottolineano la continuità tra il nuovo intervento e i vecchi volumi del cinema.

Altri segni d distintivi?

All’interno ho valorizzato l’altezza originaria. I piani, infatti, sono tutti in comunicazione visiva tra loro, con un gioco di pieni e vuoti fatto di volumi.

Qual è l’elemento forte dell’edificio?

Il diaframma metallico di lamelle, che riflettono le immagini degli schermi led. Tra i palazzi che sorgono accanto, l’Excelsior è un nuovo attore. E pensare che due anni fa la galleria mi era apparsa una sorta di limbo, dove la gente transitava senza fermarsi. Ora questo store da un volto nuovo all’ambiente: e come se il cinema fosse ancora li per farci sognare.