Sedie da cucina: quali scegliere

Le sedie per la cucina devono essere pratiche, ovviamente comode, poco ingombranti, in alcuni casi necessariamente pieghevoli: così le sedute completano tavoli e banconi.

Comfort e resistenza sono le caratteristiche a cui bisogna prestare attenzione nella scelta delle sedie. Per quelle destinate alla cucina vanno privilegiate anche leggerezza e maneggevolezza. Meglio preferire materiali lavabili, senza dimentare che anche il legno si pulisce facilmente. Per abbinarle al tavolo bisogna tenere conto delle dimensioni: tra l’altezza delle sedute e quella del piano servono circa 25-30 cm, anche se si tratta di sgabelli e penisole.

Conviene orientarsi sempre su modelli privi di braccioli, che si possono accostare al piano e sono anche più facili da spostare. Hanno inoltre larghezza inferiore.

Le tendenze

A eccezione delle cucine in stile, nelle quali tavolo e sedie sono spesso coordinati, in genere le sedute per questo ambiente hanno struttura in metallo con schienale e sedue in materiale plastico, anche se non mancano modelli interamente in essenza o rivestiti in cuoio.

Si ripiegono e si ripongono

La possibilità di richiuderla non incide sul comfort della sedia. Anzi, in molti casi, questi modelli hanno il sedile sagomato e lo schienale curvo progettati per garantire la posizione più corretta. Ripiegati, hanno uno spessore che non supera i 10 centimetri. E, in genere, pesano meno di 3 chilogrammi.

Il meccanismo

La struttura delle sedie da cucina pieghevoli è composta da due parti che si sovrappongono quando viene sollevato il sedile. Ciò avviene grazie a cerniere o snodi che caratterizzano le gambe di questi modelli.

A ciascuna la sua

Non è solo una questione di stile. Scelta e abbinamento delle sedie dipendono molto dallo spazio disponibile: che può prevedere un ampio tavolo, un bancone o un top ribaltabile.

Con il tavolo al centro

E’ la disposizione tradizionale per una cucina abitabile. Per lasciare spazio sufficiente per il passaggio, la superficie della stanza deve essere di almeno 7 mq. In un ambiente di 230×300 cm, per esempio, con i mobili disposti in linea sulla parete più corta, si può avere un tavolo utilizzabile da tutti i lati.

Se c’è la penisola

Soluzione proposta per le cucine a vista, è un’alternativa pratica anche in quelle separate per avere un piano di lavoro continuo, senza rinunciare al tavolo da pranzo. Per esempio in una stanza di 260×300 cm, grazie alla penisola al centro della stanza, si possono sfrutturare tutte le pareti per i mobili.

La console: a scomparsa

Il piano addossato al muro risolve il problema del tavolo in cucine piccole, per esempio larghe meno di 200 cm. In spazi ancora più ridotti, sono adatti i modelli a ribalta, da aprire quando si devono usare.

Sono in legno

Le sedie in stile hanno in genere sedile imbottito e rivestito in tessuto. Vanno coordinate al tavolo ma possono stare bene anche con un piano in cristallo.

Le vernici

Per la finitura del legno si utilizzano spesso le vernici all’acqua. Atossiche, sono prive di solventi perché composte da acrilico che può essere amulsionato in acqua. Il loro utilizzo viene specificato sulla scheda che accompagna il prodotto.

Esempi di sedie in commercio