Possono essere a molle insacchettate, ma anche in lattice, oppure realizzati con nuovi materiali a base di poliuretano: a confronto, caratteristiche e vantaggi dei diversi tipi di materasso.
A prima vista i materassi possono sembrare tutti uguali: per capire le differenze e valutare le proprietà dei diversi modelli, è opportuno rivolgersi a un rivendicatore specializzato. Ecco quali sono gli aspetti più importanti da considerare per fare un buon acquisto.
Il materasso influisce, almeno in parte, sulla qualità del sonno e sul benessere di chi lo utilizza. Ecco le risposte ad alcuni dei dubbi più frequenti al momento dell’acquisto.
Per quanto riguarda i modelli a molle, sono migliori, e quindi più costosi, quelli con un numero elevato di molle tra loro indipendenti. Quelli in lattice costano di più quando lo strato interno è più alto. Il prezzo dipende però anche dall’imbottitura: sul lato invernale, pelo di cammello e lana vergine sono i materiali più pregiati; su quello estivo, lino e puro cotone.
Il rivestimento più costoso è con cotone doppio ritorto, molto resistente; più economico in poliestere o viscosa.
Alcuni punti vendita hanno un’area prova dove si possono testare le caratteristiche del materasso e verificarne la durezza. Conviene stendersi per almeno 10 minuti, possibilmente nella posizione in cui di solito si dorme. Per cogliere le differenze, provare alternativamente almeno 3-4 modelli.
Quelle metalliche sono quasi scomparse. Sempre più diffuse invece le doghe in legno di faggio che, per un buon sostegno, devono avere almeno 12 listelli. Alcuni modelli hanno meccanismi alzatesta e alzapiedi per garantire un maggior comfort. Controllare che siano robusti, silenziosi e pratici da azionare.
Se c’è una notevole differenza di peso (10-15 kg) tra le persone che dormono nello stesso letto, è preferibile scegliere due singoli, che risultano anche più comodi da girare.
Il materasso deve essere ergonomico, assecondare cioè la linea della struttura corporea di chi lo utilizza. Serve un modello più rigido per le persone robuste, più morbido per le altre. In molti casi, la struttura è composta da zone differenziate che offrono sostegni diversi alle parti del corpo.
Il materasso è troppo morbido quando, sdraiandosi, non si riesce a rotolare facilmente da una parte all’altra; oppure quando, stando su un fianco, si tende a sprofondare. E’ troppo duro quello in cui, in posizione supina, si riesce a passare una mano sotto la schiena all’altezza della regione lombare: un letto così affatica la schiena, le anche e le spalle.
Sono indicati soprattutto i materassi a molle. Se si sceglie un materiale sintentico, assicurarsi che sia traspirante e igroscopico, che favorisca cioè l’evaporazione dell’umidità. Il waterlily, per esempio, grazie alla sua struttura a cellule aperte, garantisce il passaggio dell’aria, assorbe il calore e l’umidità del corpo e permette di mantenere la temperatura ideale.
Il materasso a molle va sostituito dopo 10-12 anni, quello in lattice invece dopo 8-10 anni.
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