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La rivincita dell´usato contro la crisi

Comunicati stampa - Aug 25, 2008


Quando l´economia scricchiola, sono tra i pochi che guadagnano. E loro, i commercianti dell´usato, sanno bene che questo è un periodo di quelli da sfruttare. E a Milano (da qualche tempo la seconda provincia d´Italia per negozi del settore) la regola è più che confermata. Qui c´è stato, negli ultimi quattro anni, un incremento del 37,3 per cento di mercati, bancarelle, rigattieri e venditori ambulanti. Sessantasei nuovi negozi negli ultimi anni, arrivati a contendersi gli acquirenti – sempre più numerosi – che preferiscono il portafogli all´estetica. Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio le imprese dell´usato attive sul territorio sono 243, oltre la metà di tutta la Lombardia.
Vestiti, libri, accessori, mobili, soprammobili, oggetti per la casa, elettrodomestici. Ma anche macchinari e informatica. Con una gradazione che va dal quasi nuovo al semidistrutto, nei mercatini dell´usato si può trovare qualsiasi cosa. Al giorno d´oggi la filosofia “usa e getta” sembra di nuovo lontana millenni e la regola numero uno è fare economia. «Tra la gente c´è crisi – dice Patrizia Caracciolo, titolare del Franchising Mercatino in piazza Amati – e te ne accorgi da molti segnali. Dal signore che ha bisogno di vendere e cerca di smerciare qualsiasi cosa, a chi compra oggetti per la casa di bassissimo valore». Il suo metodo di vendita è quello classico: chi vuole sbarazzarsi di un oggetto si rivolge al suo negozio, lo piazza e se viene acquistato prende una percentuale del 50 per cento o del 70 nel caso dei mobili. Il resto a lei. E per Patrizia, in periodi come questi, sono affari d´oro: «Negli ultimi tempi si lavora di più, tanto che ho deciso di tenere aperto anche tutto il mese di agosto».
La cooperativa “Di mano in mano” è nel settore dell´usato da trent´anni. Enrico Sala è orgoglioso dell´attività che svolge: «Abbiamo 8 camion che lavorano ogni giorno su Milano, 2 magazzini di vendita e impieghiamo 60 persone. Ultimamente abbiamo anche investito dei soldi in pubblicità con buoni risultati». E negli ultimi anni anche lui ha notato qualcosa di nuovo. «Si sta allargando la forbice tra i bisognosi che acquistano articoli a prezzo bassissimo e chi invece compra mobili antichi senza badare a spese». Gli oggetti d´uso quotidiano si vendono con straordinaria facilità: «Dai frigoriferi, alle lavatrici, alle stoviglie. Qua vendiamo di tutto, c´è anche chi compra materassi usati a cinque euro».

Ma l´usato può diventare anche vettore di un nuovo slancio economico. È il caso di strumenti e macchinari, che nella maggior parte dei casi servono a chi avvia una nuova attività. Enrico Gnatta vende macchine per pane e pasticceria con il fratello: lo fa da mezzo secolo ma, precisa, «nell´ultimo anno abbiamo avuto un buon 20 per cento di incremento nelle vendite. Questo perché l´usato porta ad un risparmio del 40 per cento rispetto al nuovo. Per le imprese che cominciano adesso, assediate dalle spese iniziali, è una percentuale notevole».

Quando si pensa all´usato vengono subito in mente toppe, buchi e ammaccature. Ma quasi mai questo pensiero corrisponde a verità. Luca è il marito di Angela Conte Duca, insieme vendono abiti usati da anni nel loro negozio in corso di Porta Ticinese 10: «Ci rivolgiamo soprattutto a giovani che vogliono fare spettacolo del proprio corpo. I nostri non sono abiti firmati, qui non si bada alla firma. Siamo un po´ diversi dal commercio dell´usato classico». Roba per tipi eccentrici, magari giovani stilisti in cerca d´ispirazione. Poi però Luca ammette: «Certo, anche tra i nostri clienti c´è sempre una forma di risparmio. Perché la regola è vestire in modo stravagante, ma senza spendere troppo».



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