Arredamento cucina: quale colore usare in cucina

Nelle cucine sul mercato troviamo una quantità notevole di essenze e di finiture: alcune rimangono in voga per poche stagioni, altre durano anni (pur con l’aggiornamento delle combinazioni di colori e tra mobili e accessori), altre sono dei classici intramontabili.

Cucine moderne

Nelle cucine moderne le essenze attualmente più richieste sono il rovere moro e il rovere grigio, alle quali segue il ciliegio in tutte le sue varianti, tra cui evidenziamo il ciliegio chiaro (detto anche ciliegio naturale) per il fatto che, a differenza del ciliegio tinto (scuro o comunque rossiccio), ancora utilizzato ma in voga soprattutto negli anni passati, ci mostra la vera tinta naturale del ciliegio, esaltando la forma delle venature, che in quello tinto è parzialmente nascosta; quindi per ottenere un bel ciliegio naturale dobbiamo utilizzare lastre di qualità superiore a quelle sufficienti per produrre il ciliegio scuro o tinto, in quanto la venatura verrà mostrata così com’è, senza maschere.

Tra le altre essenze troviamo i legni sbiancati o crudi, per esempio il rovere sbiancato, essenza ormai un po’ in declino, il ciliegio sbiancato o crudo, meno utilizzato del “naturale” ma comunque molto fine ed elegante. Nei legni “sbiancati” o crudi”, tramite dei trattamenti chimici mirati a schiarire il legno e a smorzare i contrasti di colore tra le venature, si ottengono lastre molto chiare e con maggior regolarità estetica; quindi, a seconda del gusto del cliente, potremmo ottenere il giusto effetto di calore dato dalla presenza del legno anche quando, invece di farne risaltare la naturale irregolarità, si preferisce ottenere un ambiente più elegante e luminoso senza utilizzare solo laccati o laminati.

L’ultima novità in fatto di essenze, (più che una novità è un grande ritorno), è il teak, il quale, essendo proprio l’ultima tendenza, non è ancora molto facile da trovare nelle esposizioni e quindi non molto venduto; forse non è ancora stato capito dalla clientela perché con la sua tinta rievoca i colori tipici della cucina moderna “anni ‘70”, sempre ben presente nell’immaginario collettivo e nelle case degli italiani. E’ importante far notare che, oltre ad essere uno tra i legni più pregiati e resistenti, nella sua riinterpretazione moderna, (soprattutto negli abbinamenti più frequenti con il laccato bianco lucido, col laminato bianco o con diverse tonalità di grigio e con l’acciaio), crea ambienti molto particolari, e si lascia ammirare per la sua venatura molto contrastata ma pregiata ed elegante.

Le parti colorate, che possono essere in legno laccato o in laminato, normalmente occupano il 30-40% dell’area della cucina, per lo meno nella sua concezione più attuale. Possiamo ricordare le combinazioni più frequenti ed attuali dicendo che, per esempio, il rovere moro si sposa con le tonalità accese del rosso e dell’arancio, se sono graditi colori forti, ma anche con colori più tenui e riposanti come l’infinita gamma di varianti che va dal crema al panna, dal beige al corda, dal tortora all’avorio. Anche il rovere sbiancato è stato abbinato a diversi colori ma, come già detto, è una finitura un po’ in declino, soprattutto per i più giovani. Qualche produttore l’aveva combinato anche con il ciliegio, ma con scarso successo di vendita e gradimento.

Se volete invece caratterizzare il vostro ambiente cucina con un unico colore e non gradite la presenza delle venature del legno, possiamo utilizzare, sia come laccati che come laminati, una gamma molto varia di colori che normalmente va dal rosso al bianco (con tutte le sue sfumature già citate), il nero, il giallo e anche il blu, ora un pò in fase calante: i vari colori si alternano nel tempo creando le tendenze del momento, spesso però non molto durature e quindi consigliati a chi vuole avere una cucina molto vistosa anche se, dopo pochi anni, il suo colore tenderà a essere superato da altri come moda del momento, ma, se ben combinato con materiali dei piani, elettrodomestici ed accessori, rimarrà sempre attuale nella sua particolarità.

Cucine classiche

L’arredamento classico viene ritenuto dai più sobrio, caldo, accogliente e meno aggressivo, ma la sua identificazione in categorie ben precise è difficoltosa, data l’alta soggettività dei gusti nell’arredamento classico; è, per esempio, molto più difficile fare una distinzione obiettiva tra modelli e finiture più attuali e quelli un po’ datati. Spesso ciò che può piacere o adattarsi alla casa o all’effetto che si vuole creare, è proprio quel mobile che rimane sul mercato quasi invariato magari da oltre 15 anni. Per esempio, soprattutto in quanto a longevità sul mercato, il legno che la fa da padrone è in assoluto il noce, in tutte le sue varianti di provenienza, venatura, tinta, finitura, anticatura e stile, dal classico all’antico, fino al rustico.

Seguono legni come il frassino, attualmente il secondo in ordine d’importanza sul mercato, che, a seconda della forma degli elementi e della finitura esterna, può avvicinarsi a uno stile quasi più moderno, soprattutto se combinato con elettrodomestici, cappe ed accessori più squadrati e lineari.
Si utilizzano molto anche le finiture decapè soprattutto nelle varie colorazioni tra il bianco, panna, avorio, beige, corda, tortora, e similari. Queste ultime, a seconda della combinazione di forme, colori, piani, accessori ecc., pur tendendo ad un effetto classicheggiante, possono in alcuni casi avvicinarsi ad effetti più moderni. Il risultato comunque è sempre quello di un ambiente molto caldo e accogliente grazie all’esaltazione delle venature del legno.

Rimane poi una nicchia di mercato riguardante il rustico vero e proprio costruito in pino e in abete, nelle varie gradazioni che vanno dal naturale al tinto miele, al tinto noce. Questo genere di arredamento, molto utilizzato in passato, è ora relegato all’ambientazione in contesti particolari, come alcune zone collinari o montuose, dove lega molto con il clima e il folclore delle case e dei paesaggi.

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